Cooperazione internazionale: il Trentino-Alto Adige costruisce ponti di speranza in 21 Paesi
- il Cinque

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La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all’integrazione europea e agli aiuti umanitari Angelo Gennaccaro, ha dato il via libera a un imponente piano di solidarietà internazionale. Il provvedimento sostiene la realizzazione di 47 progetti umanitari promossi da associazioni e comitati del Trentino-Alto Adige, raggiungendo 21 Paesi in 4 diversi continenti.
La ripartizione geografica degli interventi vede una netta prevalenza del continente africano, con 33 progetti, seguito dall'Asia con 7 iniziative, dall'America Centro-Meridionale con 6 progetti e dall'Europa (area balcanica) con 1 intervento.
"Il cuore pulsante di questa delibera è la volontà di supportare concretamente l'instancabile rete del nostro associazionismo locale, che rappresenta un'eccellenza di solidarietà riconosciuta oltre confine - ha dichiarato l’assessore Angelo Gennaccaro - crediamo fermamente nell'importanza di non limitarsi all'assistenza, ma di realizzare opere tangibili che restino nel tempo. Costruire una scuola, un pozzo o un presidio sanitario in Africa e in Sud America significa gettare le basi per il benessere e l'autodeterminazione di intere popolazioni. Aiutare queste persone – conclude - garantendo salute e istruzione, è il modo più nobile ed efficace per promuovere uno sviluppo globale equo e sostenibile."
Un impegno concreto: i principali interventi sul campo

L’intervento regionale si traduce in una serie di cantieri della solidarietà che spaziano dall’edilizia scolastica alla sanità d'urgenza. Questi sono solo alcuni dei progetti più significativi di un piano che vede la Regione come ponte tra il volontariato locale e le necessità globali, con l’obiettivo di esportare non solo aiuti, ma competenza e speranza. In Sud America, ad esempio, l’impegno è particolarmente visibile in Perù, dove l’associazione La Goccia ODV di Salorno sta trasformando il volto di diverse comunità: dal potenziamento del centro educativo San Jose Obrero a Monterrey, all’installazione di pannelli solari a Sucre, fino alla messa in sicurezza della scuola di Pomabamba.
Spostandosi nel continente africano, l’azione della Regione si fa ancora più capillare. In Uganda, la Circle Association di Merano è impegnata nella ricostruzione di istituti scolastici a Kyeera e Isunga, mentre l'associazione ACAV di Trento sta portando avanti il progetto "Educazione al Futuro" con la costruzione di una scuola primaria dedicata ai rifugiati del campo di Rhino Camp. Sempre in Uganda, la Eine Welt Gruppe di Castelrotto garantirà standard dignitosi agli studenti della St. Joseph Mparo con nuovi dormitori e servizi igienici.
Sul fronte sanitario, spicca il grande lavoro dell'associazione Amici della Neonatologia Trentina, attiva nel sostegno a una rete di ospedali tra Zambia e Congo, oltre alla creazione di una struttura polivalente ecosostenibile a Barsaloi, in Kenya. In quest'ultimo Paese, l'accesso all'acqua sarà garantito dal nuovo pozzo di Africa Rafiki a Laresoro, mentre il Gruppo Missionario Regina Pacis di Bolzano amplierà la Scuola Infermieristica San Francesco. La solidarietà regionale raggiunge anche la Guinea Bissau, dove l'associazione Noi Oratorio 5 Frazioni di Stenico realizzerà un fondamentale presidio sanitario a Fanhe, e il Benin, con una casa d'accoglienza per ragazze vulnerabili voluta dal gruppo Un Pozzo per la Vita di Merano.






