Centrale Covid: ecco il nuovo assetto per affrontare l'emergenza



Cuore nevralgico della gestione dell’emergenza, la centrale covid ha coordinato per mesi gli interventi sul territorio per la presa in carico e il monitoraggio dei pazienti covid non ricoverati, in continuità con i medici di medicina generale e quelli delle unità speciali di continuità assistenziale. Oggi si occupa principalmente di gestire le persone positive al virus Sars-Cov-2 – dalla richiesta del tampone di diagnosi a quello guarigione – e dell’attività di contact tracing: il tracciamento e la ricostruzione dei contatti stretti dei positivi. A queste attività si legano poi tutte le attività di tipo «amministrativo», dai certificati di isolamento e quarantena (per la gestione delle assenze dal lavoro), alle comunicazioni ai comuni e alle forze dell’ordine (per le ordinanze sindacali e le attività di controllo). Quando emergono sintomi durante l’isolamento sono invece le cure domiciliari territoriali e i medici di medicina generale a monitorare l’andamento della malattia

Le attività della centrale covid, alla luce della recente riorganizzazione, con il passaggio della gestione dalle cure primarie al dipartimento di prevenzione, sono state illustrate oggi alla stampa alla presenza del direttore per l’integrazione socio sanitaria di Apss Enrizo Nava (in rappresentanza del consiglio di direzione), del direttore del dipartimento di prevenzione Antonio Ferro, del direttore dell’igiene pubblica Maria Grazia Zuccali e dell’assessore provinciale alla salute, disabilità e famiglia Stefania Segnana.

Nella centrale covid lavorano 24 persone tra medici, infermieri, assistenti sanitari e amministrativi che garantiscono la presenza sette giorni su sette, dalle 8 alle 18. Due le principali linee di attività: la presa in carico dei casi po