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Borgo Valsugana. SlowCinema: i film con ruolo sociale


Gli associati Slow Cinema




di IVAN PIACENTINI

Dal 23 aprile, dopo il pesante periodo di chiusura a causa Covid, a Borgo Valsugana è finalmente ricominciata la stagione cinematografica. Per parlarne, abbiamo incontrato Juri Micheli, presidente dell’associazione culturale SlowCinema APS, dal quale abbiamo scoperto che la gestione in loco del Cineteatro è solo una delle molte attività associative.


Juri, che cos'è SlowCinema?

«È un’associazione culturale di giovani, ai quali interessa il cinema. È vero, si occupa della gestione pratica del Cineteatro, ma è nata come centro di aggregazione e di promozione di attività, arrivando col tempo anche fuori dal Cineteatro stesso. Da lì, un’evoluzione verso un’idea di associazione con un’accezione imprenditoriale. Era la direzione presa prima del Covid, quella di costruire qualcosa che potesse investire sul territorio ed essere “sostenibile” nel rapporto tra persone attive e impegni: come gran parte delle associazioni, SlowCinema finora si era retta su un’enorme quantità di volontariato, che è sempre una scommessa perché il rischio di trovarsi con meno volontari e molte attività da portare avanti rimane concreto»”


Questa trasformazione, e più in generale il cinema, quanto hanno risentito del Covid?

«Eravamo riusciti ad aumentare l’interesse e l’affluenza verso il cinema, unendo le forze con tutti gli enti che popolano quel luogo. Il Covid ci ha tagliato le gambe, tra minori fondi e mancanza di pubblico: nella mini stagione fatta tra settembre e novembre 2021 ci siamo resi conto di come le persone non siano più abituate alla “esperienza” cinema e spesso preferiscano i servizi online. Siamo con meno volontari rispetto a due anni fa, ma stiamo lavorando per far ritornare il Cineteatro ad essere quello che era diventato, un luogo vissuto, con un’ottima affluenza per gli standard di un cinema “periferico”, con una programmazione accattivante, progettata in collaborazione con il Coordinamento Teatrale Trentino e, in generale, in cui viene offerta occasione di discussione e confronto a chi vuole fermarsi dopo il film. Insomma, un posto sociale. Del resto ora la concorrenza con le piattaforme di streaming è diretta e quindi dobbiamo di fatto offrire qualcosa di diverso. Non solo dal lato tecnico, anche se stiamo pensando ad alcune migliorie da affiancare all’impianto audio (dolby surround 7.1) già installato nel periodo pre-Covid».


Il tutto partendo comunque da una programmazione interessante...

«Sì. La stagione è cominciata con buone premesse, e la programmazione presenta film di tutto rispetto. Andrà avanti fino al 26 giugno, con una pausa in luglio, mese pieno di eventi a Borgo. Ricomincerà idealmente a settembre. Le regolamentazioni, al momento, rimangono le stesse fino al 15 giugno: mascherine ffp2 obbligatoria, ma finalmente ci si può sedere vicino. Da maggio sono ripresi anche i film “d’essai” del mercoledì, che a volte riproponiamo la domenica sera. L’anno scorso, con il Comune di Borgo, sono state acquistate le attrezzature per il cinema all’aperto, già usate in alcune collaborazioni. Ad agosto punteremo molto su quello, dato che restituisce ancora molto un senso di comunità».


Quali altri progetti avete in cantiere?

«Continueremo a organizzare masterclass e corsi con professionisti del settore, per creare un network di persone, tra corsisti e formatori: è un processo lungo ma sta avendo un buon riscontro. Stiamo poi organizzando un podcast in collaborazione con Agorà: parlerà di attualità e di lettura dell’attualità attraverso la storia e i media, cinema compreso. Stiamo lavorando molto anche con l’istituto Degasperi. Uno degli ultimi progetti in ordine di tempo è il docufilm “We can do STEM”, incentrato sul gender gap e sul ruolo svolto oggi dalle donne nella scienza. Meno impegnata, ma comunque impegnativa a livello di permessi e volontari, è l’idea della proiezione di “Lo chiamavano Trinità” con annessa fagiolata: per molte persone che ci seguono sarebbe un sogno, che speriamo si tramuti in realtà. Avremmo poi proposte di rassegne monotematiche, oltre a quella sulla montagna già organizzata negli anni scorsi in collaborazione con il Comune di Borgo. Insomma, le idee ci sono, l’interesse e le proposte da parte della popolazione anche. Come detto, lavoreremo per coinvolgere quante più persone possibile e trasformare tutti i perché non fate…? che ci arrivano in “perché non facciamo…?»







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