Baselga di Piné: il Colibrì abbassa le serrande
- il Cinque

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Dopo oltre trenta anni di attività, Il Colibrì di Baselga di Pinè abbassa definitivamente le proprie serrande. Con la pensione di Emilio Gasperi si spegne una piccola realtà commerciale che, nel tempo, è diventata molto più di un semplice negozio: un punto di riferimento per residenti e turisti, un luogo di incontro, memoria e quotidianità.
Signor Gasperi, come ha iniziato la sua attività lavorativa?
«All’inizio della mia carriera lavorativa volevo fare il cuoco pasticcere, poi ho svolto l’attività di pizzaiolo e ho lavorato nelle cave di porfido per circa otto anni. Nell'estate del 1993 è arrivato il momento dell’apertura de Il Colibrì qui a Baselga di Piné. Ho sempre lavorato in via Roma: inizialmente nella prima parte della via e negli ultimi otto anni nella posizione attuale. È da sempre un negozio di articoli regalo, bigiotteria, souvenir, prodotti per turisti, artigianato locale, ma anche prodotti di importazione. Ho sempre cercato articoli particolari, andando anche alle fiere per trovare novità. Nel tempo ho venduto oggetti per sostenere i missionari, in particolare in Ecuador. Era un modo per dare una mano».
Quali sono state le soddisfazioni più grandi?
«La soddisfazione più grande è vedere le persone ritornare all’interno della mia bottega. Tanti anni fa servivo i ragazzini che venivano in colonia, mentre al giorno d’oggi tornano con i loro figli e si ricordano di me. Più che un commerciante mi sono sempre sentito un bottegaio: cercavo di aiutare le persone a scegliere e a spendere il giusto, anche quando avevano pochi soldi».
Qualcuno rileverà l’attività de Il Colibrì?
«Purtroppo nessuno rileverà la mia attività. C’era una persona interessata, Karen, ma è mancata l’anno scorso. Oggi non so se consiglierei questo lavoro a un giovane: non è duro, ma è molto impegnativo e devi essere sempre presente».
Che ruolo aveva il negozio per il paese?
«Era un punto di riferimento. La gente entrava anche solo per fare due chiacchiere ed era un luogo di aggregazione, un vero e proprio negozio di una volta. Anche i turisti presenti in zona si fermavano, passavano a salutare, portavano una bottiglia di vino. Era qualcosa che andava ben oltre il commercio».
Come è cambiato il commercio negli anni?
«Oggi è sempre più difficile mantenere un negozio fisico, è sufficiente vedere quante consegne fanno i corrieri ogni giorno: significa che si compra sempre di più online. Nonostante questo, io ho sempre cercato di fare il mio lavoro al meglio. Infatti il mio lavoro mi piace molto e sarei andato avanti, ma è arrivato il momento giusto per andare in pensione. Per molti anni sono stato sempre qui, senza giorni liberi, soprattutto d’estate e nei periodi di festa. Ora invece potrò dedicarmi alle mie passioni: montagna, bosco, pesca e orto».
Un pensiero per i suoi clienti?
«Desidero ringraziarli tutti, così come l'intera comunità. Grazie alle persone, a tutti voi, se sono riuscito ad andare avanti per tutti questi anni. Grazie davvero!»
Giovanni Facchini






