Aldo Andrei: ai campionati italiani il record personale non basta per il podio in una gara difficile

Aggiornato il: 8 nov 2020



MODENA Ottimo risultato per Aldo Andrei ai campionati italiani di marcia che si sono svolti a Modena in concomitanza con gli assoluti dedicati al mezzofondo. Il marciatore del Gs Valsugana ha ottenuto la sua migliore prestazione sui 10 chilometri con il tempo di 42’59” classificandosi al quarto posto. Andrei avrebbe meritato il podio ma ha comunque dimostrato tutto il suo valore realizzando il record personale in una giornata difficile. Ancora una volta ha dimostrato di essere forte sia nelle gambe che nella testa.

di GIUSEPPE FACCHINI

Aldo, come ti eri preparato per questo campionato assoluto?

«Dopo la medaglia agli assoluti indoor di Ancona, a causa del Covid sono saltate diverse gare e in particolare quelle internazionali. Nel periodo estivo ho fatto tanti chilometri realizzando dei buoni tempi. Ho fatto una gara a Bergamo e a Trieste. Ad Abano Terme ho fatto un test sui 5000 in una gara molto buona in progressione. Ho dovuto poi fermarmi alcuni giorni per una tracheite e ho fatto fatica a recuperare la forma. Ho fatto tanta velocità. Per Modena non ero riuscito a recuperare a pieno e in più si aggiunto un problema di alimentazione proprio la sera prima.»


In ogni caso hai disputato una gran bella gara.

«Ero comunque tranquillo, ho fatto un bel riscaldamento, nei primi chilometri ero nel gruppetto di testa, poi non sono stato bene, mi sono leggermente staccato, ho subìto molto i cambi e volevo rientrare lentamente. Ho mantenuto comunque il mio ritmo tutta la gara in modo costante fino alla fine, mi è mancato il cambio di ritmo, ma non ho mai rallentato. Ad ogni modo ho battuto il mio record personale di 46 secondi che volevo migliorare da tanto tempo.»


Come giudichi il percorso?

«È un percorso su strada molto bello e veloce, un palcoscenico con tanta gente e buona visibilità. La cosa migliore è capire quando una cosa non va e come poterla migliorare.»


Cosa ti aspetta nel prossimo futuro?

«Dopo un anno e mezzo molto tirati farò qualche giorno di riposo visto che è un anno e mezzo che non mi fermo. D’ora in poi troverò ancora più motivazioni, ho un raduno a novembre e poi preparerò una gara a dicembre e poi gli assoluti indoor, sempre Covid permettendo. Il prossimo anno passo di categoria da Juniores a Promessa e quindi sarà ancora più impegnativo. Finite le scuole mi indirizzerò verso gli studi universitari in campo umanistico e in ogni caso sarà un anno di scelte importanti. Nella categoria Promesse disputerò la gara sui 20 chilometri e quindi serve una preparazione ancora più attenta ed adeguata per incrementare i chilometri. Io sono pronto.»


Fai parte di un gruppo di marciatori italiani molto forte. Prevedevi questo sviluppo in campo nazionale?

«Il livello dei marciatori è abbastanza alto. Erano già molto forti, alcuni di loro mi davano un minuto e 40 sui 5.000 e poi con il tempo li ho raggiunti. Questa competizione interna è comunque una ulteriore motivazione per fare bene. È bello avere un gruppo di atleti che si conoscono tutti e che vanno forte. C’è molto rispetto tra di noi e questa cosa ti spinge a vicenda a migliorarsi continuamente. È una sfida in più.»


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