Al Cavalletto di Pergine: "Ripartenza? Buona risposta della nostra clientela, ma senza turisti..."



di GIOVANNI FACCHINI


PERGINE VALSUGANA - In pieno centro di Pergine Valsugana si trova la Pizzeria Ristorante Al Cavalletto della famiglia Bertoldi. Abbiamo chiesto ai titolari la loro testimonianza riguardante il lungo periodo del lockdown e le novità messe in campo per poter ripartire con l’attività.

«Al momento della chiusura siamo rimasti spiazzati, come penso tutti, però dopo un paio di settimane abbiamo cominciato a valutare l’idea delle consegne a domicilio, senza sapere bene come funzionassero, visto che era un’attività mai portata avanti da noi prima d’ora; è stata una nuova avventura, intrapresa dal 31 marzo.


È stata comunque un’esperienza particolare, un reinventarsi in un modo diverso, che ci ha fatto imparare molto, al punto che la consegna a domicilio rimarrà attiva per tutta l’estate nei giorni festivi e la valuteremo per i mesi successivi. Abbiamo inoltre implementato il servizio creato per il giorno di Pasqua con la consegna di prodotti già pronti, da rigenerare o riscaldare a casa.

C’era voglia di ripartire, ma si capiva che all’inizio non si poteva: ad esempio, quando portavamo le pizze a domicilio, le persone avevano una certa diffidenza e paura al momento della consegna, ma era normale anche se noi eravamo ben equipaggiati. Avevamo già da un anno una app per gli ordini online e siamo stati avvantaggiati partendo con uno strumento preesistente e pagamenti elettronici agevolando anche le consegne.

Successivamente siamo ripartiti con l’asporto e da metà giugno abbiamo riaperto le sale interne e, anche se con fatica, la gente sta tornando a frequentare il locale. Abbiamo modificato leggermente le sale, visto che sono ampie, mantenendo le distanze di sicurezza e le disposizioni prescritte.

C’è stata una buona risposta da parte della clientela, ma non possiamo paragonare i risultati precedenti con l’affluenza di adesso perché si lavora la metà attualmente. È cambiata anche la fascia oraria: dopo le 21 è difficile trovare gente che frequenta il locale e pertanto abbiamo dovuto rimodulare l’apertura. La stagione estiva è sempre in sofferenza, ma senza i turisti manca la fetta di clientela che solitamente viene a mangiare più tardi. Siamo fiduciosi però e cercheremo di implementare il lavoro con nuove iniziative come ad esempio la consegna a domicilio del pranzo della domenica, cercando di essere più flessibili possibile sperando di poter ritornare a lavorare al più presto con l’intero staff. Adesso siamo aperti a mezzogiorno dal martedì al venerdì e la domenica dalle 12 alle 14; per quanto riguarda la sera siamo invece aperti dal giovedì alla domenica dalle 18 alle 22».


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