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Agnese Menguzzato: il suono che trasforma lo spazio del MAXXI





i.p.
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La sound artist italiana di origine  trentine, il papà Gino era di Castello Tesino, firma la dimensione sonora di Rubato, il progetto vincitore di NXT 2026, portando al centro dell’architettura il tema dell’ascolto e della percezione Nel cuore dell’estate romana, la piazza del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo si prepara a cambiare volto — e soprattutto suono. Tra i protagonisti della nuova installazione Rubato, progetto vincitore della terza edizione di NXT firmato dal collettivo HPO, emerge infatti il lavoro della sound artist Agnese Menguzzato, chiamata a costruire l’identità sonora dell’intervento.


Se l’architettura immaginata da HPO riflette sul tempo del costruire attraverso materiali grezzi, strutture aperte e trasformazioni continue, è il suono a dare respiro emotivo allo spazio. Il contributo di Menguzzato non si limita ad accompagnare l’installazione: ne diventa parte integrante, trasformando la piazza del museo in un ambiente immersivo e sensoriale. Il titolo Rubato prende in prestito un termine musicale che indica un andamento libero del tempo, fatto di accelerazioni e rallentamenti. Una suggestione che la sound artist traduce in paesaggi sonori mutevoli, capaci di dialogare con il movimento delle persone, con gli eventi estivi del museo e con il ritmo stesso della città. L’ascolto diventa così esperienza architettonica. Nel lavoro di Agnese  il suono assume una funzione spaziale precisa: crea atmosfere, modifica la percezione dei volumi, accompagna il pubblico in una relazione più intima con

Agnese Menguzzato
Agnese Menguzzato

l’ambiente circostante. È un approccio che supera la semplice colonna sonora per avvicinarsi a una vera e propria costruzione invisibile dello spazio. L’installazione resterà visitabile dal 29 maggio al 25 ottobre 2026 e accompagnerà il calendario estivo del MAXXI con incontri, performance e attività aperte al pubblico. In questo contesto, il progetto sonoro firmato da Menguzzato contribuirà a ridefinire la piazza come luogo vivo, fluido e partecipato, dove architettura e suono si incontrano per generare nuove forme di esperienza collettiva.

Con Rubato, Agnese conferma l’importanza crescente della ricerca sonora nel panorama dell’arte contemporanea e dell’architettura pubblica, dimostrando come il suono possa diventare uno strumento capace di trasformare non solo gli spazi, ma anche il modo in cui li abitiamo. E noi Tesini ne siamo immensamente orgogliosi.

Terry Biasion 


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