Università di Trento e Sat in cordata per la montagna


Paolo Collini e Anna Facchini (Foto UniTrento - Cattani Faggion)

Firmato oggi a Palazzo Sardagna un protocollo d’intesa tra Ateneo di Trento e Società degli alpinisti tridentini per iniziative di formazione e ricerca sul tema della montagna e del patrimonio bibliografico dell’ambiente montano. Le attività saranno definite da una Commissione di programmazione scientifica composta da dieci figure accademiche e altrettante espressione della Sat. Obiettivo: una collaborazione stabile per esplorare e valorizzare insieme i tanti volti dell’ambiente montano



Dal turismo sostenibile all’architettura dei rifugi allo sport in ambiente alpino. Montagna vuol dire questo e molto altro ancora. Volti e declinazioni da esplorare e valorizzare. Lo raccontano studi e progetti che docenti dell’Università di Trento hanno condotto negli ultimi anni e che intendono sviluppare con il coinvolgimento di soggetti del territorio. Lo dimostra l’attenzione crescente della Sat per iniziative scientifiche e culturali da promuovere a favore della popolazione. Dall’incontro tra la passione per la montagna e il gusto della conoscenza, nasce un rapporto di collaborazione stabile tra l’Ateneo di Trento e la Società degli alpinisti tridentini.

Oggi, infatti, il rettore di UniTrento Paolo Collini e la presidente della Sat Anna Facchini, a Palazzo Sardagna, alla presenza del direttore della Sat Claudio Ambrosi, hanno firmato un protocollo di intesa per collaborare nell’ambito della formazione e della ricerca sul tema della montagna e del patrimonio bibliografico dell’ambiente montano. A seguire la cerimonia c’era anche, in video collegamento, un gruppo di docenti parte attiva dell’esperienza.

«Ci fa piacere che una istituzione storica di grande valore per il territorio come la Sat abbia trovato nell'Università un partner privilegiato per sviluppare in modo più strutturato nuovi progetti grazie a un approccio scientifico» commenta il rettore Paolo Collini. «Come Ateneo siamo molto contenti di poter contribuire alle future attività di Sat, valorizzandole anche grazie all'entusiasmo dei colleghi e delle colleghe che, all’attività di ricerca, uniranno la loro passione per la montagna».

«Con questo protocollo d'intesa coroniamo un progetto accarezzato da lungo tempo» dichiara Anna Facchini, presidente della Società degli alpinisti tridentini. Parla di relazioni proficue tra la Sat e l’Università di Trento.

«Valorizzare e incentivare l’approfondimento scientifico sui temi della montagna è stato uno dei primi obiettivi che come presidenza ci siamo posti. Viviamo ogni giorno la complessità, il desiderio di conoscenza, l’esigenza di un dialogo a più voci, in grado di individuare le domande di una società che attraversa una fase di incertezza mai riscontrata prima, alla quale anche la Sat con i suoi 150 anni di storia, deve poter fornire risposte autorevoli».

Il protocollo getta le basi per una collaborazione che si avvale delle competenze tecnico-scientifiche e delle reciproche strutture e attrezzature per sviluppare e realizzare idee progettuali, programmi didattici, di studio e di ricerca integrata nei settori di comune interesse. In particolare, UniTrento e Sat si impegnano a sviluppare in modo congiunto ricerche, attività di tirocinio, iniziative di formazione anche permanente e lo svolgimento di tesi di laurea e di dottorato; a finanziare borse di studio e assegni di ricerca; all’interscambio di documentazione libraria e pubblicazioni scientifiche; all’organizzazione in comune accordo di convegni, seminari e riunioni scientifiche; a partecipare a programmi di ricerca regionali, nazionali, europei e internazionali.

A definire il lavoro sarà una Commissione di programmazione scientifica composta da dieci rappresentanti designati dall’Università e selezionati tra il personale docente e ricercatore interessato ai temi della montagna e da dieci rappresentanti designati dalla Sat tra componenti delle sue commissioni.

Alla firma si arriva dopo l’esperienza positiva di docenti, soci del sodalizio, che hanno fornito contributi volontari all’interno delle commissioni satine, dopo varie tesi di laurea dedicate alla montagna come materia di studio e con la Biblioteca della Montagna Sat che è la sede ideale per ogni genere di ricerca riguardante i rifugi, la geologia, la biologia, la climatologia, la letteratura, l’ambiente, i luoghi e i personaggi.

Negli anni l’Ateneo di Trento ha sviluppato numerose attività dedicate all’ambiente montano e all’alta quota: dagli studi di impatto ambientale all’osservazione climatica e ai progetti di rigenerazione della montagna, dall’elaborazione di uno specifico modello di management all’analisi dell’architettura di sentieri e rifugi, dall’approfondimento della regolamentazione e responsabilità connesse all’attività sportiva esercitata in montagna alla tecnologia dei materiali. Attività che coinvolgono docenti di aree disciplinari diverse dell’Ateneo di Trento con i dipartimenti di Ingegneria civile, ambientale e meccanica, di Economia, di Fisica, ma anche di Giurisprudenza e di Lettere e Filosofia e con il Centro Agricoltura Alimenti Ambiente. Con una mappatura delle iniziative, sono stati identificati cinque filoni di interesse principali sui quali l’Ateneo si propone ora di collaborare con la Sat: approccio sostenibile alla gestione equilibrata di un territorio montano; biodiversità e turismo; studio e documentazione, meteorologia, architettura e organizzazione dello spazio; sport in montagna; montagna, didattica e comunicazione.

L’accordo ha durata di tre anni ed è rinnovabile.



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