Sport. Le persone ti seguono non per quello che fai, ma perché lo fai!







di Giorgio Torgler*

Il Ciò che va promosso, prima ancora che il valore in sé, è una rinnovata o più consapevole cultura dello sport: promuovere lo sport non è, in altre parole, prima di tutto una questione di impianti, di risorse, di campionati: è una questione che riguarda stili di vita, comportamenti, abitudini, atteggiamenti.

È una pratica che possiamo svolgere negli ambienti naturali, nei contesti delle nostre città e dei nostri paesi, sulle montagne e nei laghi, usando di più la bicicletta e meno l’automobile, spostandoci a piedi ogni volta che è possibile.

Lo sport è un diritto di cittadinanza, che deve entrare nelle politiche pubbliche, ma anche nell’agenda delle società e del mondo delle aziende dalla porta principale e con una progettualità esigente.


Auspichiamo che il mondo del lo sport sia sempre più orientato alla promozione di una cultura dello sport che ne ribadisca i valori etici e si adatti alla specificità dei territori.

Auspichiamo che le amministrazioni pubbliche comprendano il ruolo sociale ed economico dello sport, lo considerino come una politica trasversale e non settoriale, assumano un punto di vista aperto al dialogo con altre amministrazioni pubbliche per realizzare economie di scala e di diversità.

Auspichiamo che le aziende sostengano lo sport non solo come parte della loro mission sociale per ricavarne un ritorno di immagine, ma come occasione di crescita anche economica del sistema paese.

Lo sport, ormai ne siamo consapevoli, è un fenomeno di enorme rilevanza, un grande strumento educativo e di produzione di modelli culturali, un efficacissimo mezzo di inclusione e coesione sociale, una straordinaria risorsa economica e infine un potente veicolo di comunicazione.

Ci riferiamo ad uno sport al servizio della persona, in grado di rispondere concretamente a necessità e bisogni legati all’educazione, alla salute, al benessere, alla socializzazione e all’economia.

Esso va considerato quale elemento trasversale nella vita di ogni cittadino e strumento indispensabile per il miglioramento della qualità della propria vita la cui “accessibilità” e “praticabilità” diventa garanzia del rispetto di un ormai riconosciuto diritto di cittadinanza

Da questa prospettiva diventa vitale mettere in gioco una progettualità dalla forte tensione ideale che superi la visione dello sport limitata alla sola dimensione agonistica, ma che si apra agli aspetti critici, alle necessità, alla cultura, che oggi condizionano la nostra società, proprio alla luce del grande cambiamento dell’attuale contesto sociale in cui vivono bambini e ragazzi con le loro famiglie.

Giorgio Torgler

Presidente onorario del CONI Trento






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