Rete di Riserve del Brenta: un piano di gestione


Fontanazzo (Selva Green)

Approvato a inizio marzo dalla Conferenza della Rete, è un piano di gestione a lungo termine, che prevede la sua completa realizzazione nell'arco di una decina d'anni...

di GIANCARLO ORSINGHER

VALSUGANA – “Gestire in modo unitario il fiume Brenta e i territori ad esso circostanti, attraverso la salvaguardia e il sostegno delle attività locali tradizionali, il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat dei siti Natura 2000 e la promozione del territorio in un'ottica di sostenibilità”.

Questo è il compito della Rete di Riserve del fiume Brenta, istituita ufficialmente nel settembre 2018 e che, come previsto dalla norma provinciale, si è dotata di un Piano di Gestione approvato a inizio marzo 2021 dalla Conferenza della Rete, composta dai rappresentanti dei 14 Comuni che ne fanno parte, dai commissari delle Comunità di Valle "Valsugana e Tesino" (capofila della Rete) e "Alta Valsugana e Bersntol", dal rappresentante del Consorzio BIM Brenta e da quello del Servizio Aree protette e Sviluppo sostenibile della PAT.

Il Piano nasce dalla sintesi dei numerosi studi e documenti preparatori all’istituzione della Rete, confermando che il fondovalle della Valsugana si caratterizza per la presenza di corsi d’acqua e contesti umidi di grande pregio naturalistico e paesaggistico e per una elevata diversità paesaggistico-ambientale, ma anche per un alto grado di antropizzazione e frammentazione che mette a rischio l’efficienza dei collegamenti della rete ecologica.

È stato redatto dallo Studio associato Se.L.Va al termine di un articolato processo partecipativo che ha coinvolto i diversi attori locali e la cittadinanza in generale, stimolando il ruolo attivo dei portatori di interesse nella fase di attuazione delle diverse azioni e perseguendo una reale sostenibilità del Piano stesso.

Si tratta di un piano a lungo termine, che prevede la sua completa realizzazione nell’arco di una decina d’anni.

Sulla base del percorso e delle analisi compiute, nel Piano di Gestione sono stati individuati interventi specifici finalizzati alla conservazione attiva e all’incremento della connettività ecologica (11 azioni), alla fruizione e alla valorizzazione (6 azioni), allo sviluppo locale sostenibile (2 azioni) e alla comunicazione e formazione (4 azioni). A questi si aggiungono un piano di monitoraggio, studio e pianificazione (5 azioni) e un serie di iniziative utili a favorire il coordinamento e la conduzione della rete (4 azioni).

Un totale quindi di 32 schede allegate al Piano, con ciascuna che riporta finalità e programma operativo dell’intervento, la sua localizzazione, i costi previsti e le possibilità di finanziamento che derivano in parte dalla Legge provinciale che istituisce le Reti di Riserve, dalle due Comunità di Valle, dal Consorzio BIM Brenta, dal Programma di Sviluppo Rurale e dai Comuni aderenti alla Rete.

Nel corso del mese di febbraio 2021 si è anche svolta un’ulteriore fase di consultazione, chiedendo alla cittadinanza di presentare eventuali osservazioni al Piano.

Le indicazioni pervenute sono state una decina, accolte poi dalla Conferenza della Rete.


INTERVENTI DI

CONSERVAZIONE ATTIVA

Sono suddivisi in quattro grandi gruppi in funzione della tipologia di ambiente interessato: ambienti umidi e corsi d’acqua, aree aperte, aree boscate, ambienti antropici.

Fra i primi troviamo la riqualificazione del reticolo del fiume Brenta nel suo tratto iniziale, il miglioramento della qualità delle acque del lago Pudro, del lago Costa e della zona della sorgente Resenzuola (Grigno), la riqualificazione di alcuni fossi di drenaggio nei comuni di Pergine, Novaledo, Borgo e Grigno e il ripristino di due briglie nella riserva locale “Stazione di Roncogno”.

La riqualificazione delle fasce riparie prevede interventi nella Zona Speciale di Conservazione (ZSC) “Paludi di Roncegno” e alla Riserva locale “Varole”, fra Caldonazzo e Levico, mentre la tutela di prati umidi e torbiere interesserà lo sfalcio e il decespugliamento periodico, la riqualificazione del “Laghetto” in Sella, la realizzazione di alcune nuove aree umide nei pressi del corso del Brenta e di alcune pozze all’interno della ZSC “Fontanazzo” a Grigno.

Le azioni a favore della fauna ittica riguardano la trota marmorata e il ripopolamento del gambero di fiume, mentre altri interventi interesseranno le aree prative e pascolive, migliorandone ad esempio la biodiversità floristica.

Per quanto riguarda le aree boschive è previsto di intervenire sulle specie aliene con il contenimento della diffusione di robinia e di ailanto (oltreché di alcune specie erbacee e arbustive) in alcune aree protette, la rinaturalizzazione di alcune formazioni forestali e la valorizzazione dei castagneti.

Ci sarà anche spazio per gli interventi a tutela della fauna sulle strade per ridurre gli investimenti soprattutto di ungulati e per salvaguardare gli anfibi nei loro attraversamenti stradali primaverili.

Per migliorare gli habitat di specie animali e vegetali sono infine in programma il ripristino di muri a secco, la creazione di un “mosaico agrario” per diversificare l’ambiente agricolo, la riqualificazione di alcune aree degradate come l’ex discarica di Villa Agnedo e la zona dell’acciaieria di Borgo e la tutela di alcune colonie di chirotteri (i pipistrelli).

INTERVENTI DI FRUIZIONE E VALORIZZAZIONE

Le sei azioni in questo settore interessano la mappatura e la sistemazione di alcuni tratti di sentieristica esistente e la realizzazione di alcuni percorsi (ad esempio sul colle di Tenna) e parchi tematici (come le “Dolomiti del Centa”).

Ci sono poi il posizionamento di pannelli e bacheche informative, l’organizzazione di eventi promozionali ad hoc e la partecipazione a eventi o manifestazioni organizzati da terzi, sia in Valsugana che fuori.

È auspicata la realizzazione di alcuni angoli espositivi nel punti di informazione turistica presenti sul territorio ed è in programma la creazione di alcuni strumenti di comunicazione cartacei e digitali oltre all’organizzazione di visite guidate, attività laboratoriali, conferenze e altre attività di coinvolgimento della cittadinanza.

INTERVENTI DI SVILUPPO LOCALE SOSTENIBILE

La prima delle due attività in questo campo riguarda la mitigazione degli impatti agricoli e la conservazione della biodiversità, con la predisposizione di aree per il lavaggio interno ed esterno delle macchine irroratrici e contributi all’attività apistica, anche ti tipo hobbystico.

La seconda azione, che interessa anche tutte le altre Reti di Riserve della provincia di Trento, è legata all’adesione alla CETS, la “Carta europea del turismo sostenibile”.

COMUNICAZIONE E FORMAZIONE

La comunicazione sarà fatta in maniera classica tramite i social (con la pagina Facebook attiva da tempo), il sito Internet dedicato (online dal mese di marzo) e un opuscolo descrittivo, mentre il “Forum territoriale” consentirà di condividere con il territorio costantemente il progetto della Rete. Sull’esempio di altre Reti di Riserve è prevista la predisposizione del “bilancio sociale”. Una parte è poi riservata alla formazione, rivolta sia al mondo della scuola che agli operatori socio-economici dell’area.


STUDI, MONITORAGGI E PIANI

Propedeutici a una parte delle attività elencate finora sono alcuni studi, necessari per poter realizzare al meglio le iniziative.

Ecco quindi che sono in programma monitoraggi sugli habitat, sulla flora, sulla fauna, sulla presenza del gambero di fiume e sulla diffusione delle specie aliene.

È poi prevista una serie di studi propedeutici alla realizzazione di azioni di conservazione: l’analisi della situazione dei fossi di drenaggio lungo la piana del Brenta, lo studio per individuare la causa della scarsa qualità ambientale del Brenta nelle zone di Ponte Cervia (comune di Levico) e di case Zaccon (Roncegno), uno studio per individuare le aree da recuperare a prato-pascolo, un piano per il contenimento delle specie aliene, un inventario dei muri a secco, lo studio sulle potenzialità di recupero della riserva locale “Paludei” (Altopiano della Vigolana) e infine lo studio per individuare dove installare i sistemi di protezione della fauna lungo le arterie stradali.

COORDINAMENTO E CONDUZIONE DELLA RETE

Questo corposo e ambizioso programma deve essere naturalmente gestito e a questo fine sono destinate le azioni relative al coordinatore e al gruppo di lavoro, sotto la regia della Comunità Valsugana e Tesino avranno anche il compito di dare concretezza ad altre due azioni, vale a dire la partecipazione a progetti proposti dalla PAT e rivolti alle Reti di Riserve e il pensare a ulteriori iniziative che potrebbero essere realizzate anche all’esterno dell’attuale Piano di gestione; cosa che in parte è già stata fatta con il progetto europeo Erasmus+ su aree “Natura2000”, orienteering e inclusività da poco avviato.

In definita quindi un Piano a lunga scadenza molto impegnativo e ricco di attività


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