Psicoterapia cognitiva: cosa significa e quando è utile


di Cinzia Gasperi*


In alcuni dei precedenti articoli ho accennato a cosa una persona può fare per uscire da problemi e disagi di natura psicologica; in particolare facendo riferimento al filone della psicoterapia cognitiva: ma cosa vuol dire?

In questo articolo vorrei spendere alcune righe per spiegare brevemente cosa sia l’approccio cognitivo ai problemi psicologici o ai momenti di crisi.


L'ASSUNTO FONDAMENTALE, che trova le sue prime intuizioni già ai tempi degli antichi greci, è che non sono gli eventi in sé a farci star bene o male, ma le interpretazioni e i significati che diamo loro.

La nostra mente non riceve passivamente le informazioni, ma è attiva nel “costruire” la sua realtà e come la interpretiamo, ma in che senso?

Pensiamo alla donna che è sola: come si sentirà quella che si vive come una zitella senza speranza che resterà sola per sempre e non piace a nessuno? Probabilmente triste, frustrata e forse anche arrabbiata.

Quella che invece si sente come una single libera che può viaggiare e coltivare molte passioni? Più propositiva e soddisfatta, probabilmente.

Le reazioni ad una stessa situazione possono essere molto diverse, perché le interpretazioni e i pensieri che abbiamo in merito sono diversi: per cambiare le emozioni e le nostre reazioni agli eventi, dobbiamo agire su come le interpretiamo, su quello che ci diciamo in merito ad essi.

Questo non vuol dire che i problemi di una persona esistano solo nella nostra mente! Ma che il loro impatto e, quindi, l’intensità delle emozioni e come riusciamo a gestire il tutto, variano molto a seconda degli occhiali con cui leggiamo il mondo. Questo significa che vi sono prospettive più utili ed altre che tendono a complicare la vita.


L'APPROCCIO COGNITIVO aiuta le persone a comprendere il proprio punto di vista, a individuare quali aspetti sono utili e quali meno e, quindi, aiuta a cambiare quelli che creano sofferenza per fronteggiare meglio i problemi, scegliendo tra i diversi modi di vedere la realtà, quello che maggiormente mi permette di crescere come persona.

Un effetto di questo stretto legame tra emozioni e mente è che quando siamo sotto stress psicologico, diventa più difficile elaborare le informazioni, ed i pensieri delle persone diventano più rigidi e disadattivi; tendiamo a pensare in termini assoluti (è sempre così, non è mai così, è tutto un disastro), dicotomici (va tutto bene o tutto male) oppure se sono preoccupato, allora dev’essere per forza qualcosa che non va, e si irrigidiscono.


QUANDO SIAMO tranquilli, osserviamo con più serenità gli eventi che ci accadono e riusciamo a osservare quello che pensiamo facendo considerazioni adeguate e scegliendo in modo più efficace le nostre reazioni; se siamo emotivamente turbati, invece, perdiamo questa razionalità: finisce che leggiamo e selezioniamo le informazioni sul mondo alla luce della prospettiva distorta, tendendo a vedere ancora di più le cose in negativo, fintanto che tutto finisce per andare male.


DIVENTIAMO VITTIME di una serie di errori di pensiero, che non sono altro se non l’estremizzazione di normali processi mentali. Uno dei compiti della psicoterapia cognitiva è andare a caccia dei nostri errori di pensiero, proprio perché essendo interconnessi con le mie emozioni e le mie azioni, sono indispensabili per avere una fotografia completa della situazione. Il nesso,infatti, è che pensieri, emozioni, comportamenti, risposte fisiologiche e ambiente sono strettamente intrecciati tra di loro e si influenzano vicendevolmente: quindi capire come questi aspetti interagiscono tra di loro, ci permette di comprendere i nostri problemi ed agire in modo costruttivo; inoltre intervenire su uno di questi elementi, produce cambiamenti negli altri.


SE TROVO UN PARTNER (situazione) mi sento una persona che può essere amata (interpretazione/pensiero) e il mio stato d’animo salirà e di conseguenza anche a livello fisiologico avrò più energia ed entusiasmo; così se non mi sento un fallimento, sarà più facile che riesca a fare qualcosa che cambia la mia situazione, se negativa.

Per innescare questo cambiamenti e nuove prospettive sui problemi, nel corso di una terapia cognitiva si stimola la consapevolezza sui propri schemi di pensiero e si aiuta le persone a trovare un nuovo modo di pensare e delle nuove credenze più utili a fronteggiare le situazioni.


La ristrutturazione cognitiva, ossia cambiare il mio modo di pensare, è il fulcro del processo.

COMPRENDERE QUALI prospettive abbiamo sul mondo, ci aiuta a capire perché abbiamo reagito in una certa maniera; ma soprattutto getta le basi per quel processo di cambiamento che aiuta le persone a uscire dai circoli viziosi che creano sofferenza e disagio.


dott.ssa Cinzia Gasperi

www.gaspericinzia.it

Psicologa clinica e psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale.


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