Pergine Festival, chiusa l’edizione 2021. Riparte il lavoro sui progetti europei


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Si è conclusa sabato con lo spettacolo “Monday” della compagnia romana Dynamis l’edizione 2021 di Pergine Festival. La rassegna, giunta quest’anno alla 46a edizione, si conferma un appuntamento importante dell’estate trentina, con una significativa ricaduta sul territorio sia per la qualità delle proposte presentate, sia per le presenze in città. Prosegue intanto l’impegno di Pergine Festival sul fronte dei progetti europei..


Dopo aver debuttato il 2 luglio al Parco Tre Castagni, si è conclusa sabato con lo spettacolo “Monday” della compagnia romana Dynamis l’edizione 2021 di Pergine Festival.

La 46a edizione del festival ha scelto di intrecciare proposte diverse, con un focus specifico su quelle partecipative. L’obiettivo era portare il pubblico a riconnettersi dopo i lunghi mesi di vuoto culturale e sociale imposti dalla pandemia.

Le proposte di Pergine Festival sono state quest’anno oltre trenta, che salgono a cinquanta sommando tutte le repliche. Un numero significativo, soprattutto se consideriamo le perduranti difficoltà legate all’emergenza sanitaria. Diversi i sold out, a testimonianza di un interesse stabile e crescente da parte del pubblico trentino e non solo.

In un’estate come quella che stiamo trascorrendo, con il mondo della cultura che fatica a ripartire e a trovare una sua dimensione post-pandemica, è ancora più apprezzabile lo sforzo di chi lavora per portare proposte di qualità anche fuori dai grandi centri.

Sulla scorta dell’esperienza dello scorso anno, gli eventi del festival sono stati ripensati per numeri ridotti, con l’obiettivo di favorire la relazione e la co-creazione da parte del pubblico. Pergine Festival, realtà conosciuta e riconosciuta a livello nazionale e internazionale, si conferma un potente attivatore di processi, con molti percorsi di ricerca artistica che nascono o si concludono al suo interno.

Dietro tutto questo, c’è l’impegno di uno staff che lavora tutto l’anno per portare a Pergine proposte di assoluta qualità. Staff che nelle settimane del festival raggiunge le 20 persone, a cui si somma la decina di volontarie e volontari che rendono possibile lo svolgimento degli eventi.

Significativa anche la presenza degli artisti, con quasi cento persone che hanno vissuto la città nelle tre settimane del festival. A loro, si aggiunge la dozzina di giornalisti, per la maggior parte di fuori provincia, giunti a Pergine per raccontare il festival e il territorio che lo ospita.

La direttrice artistica del festival, Carla Esperanza Tommasini: «Nonostante il perdurare delle limitazioni imposte dalla pandemia, le capienze ridotte, il maltempo, la concomitanza con gli Europei di calcio e l’incertezza sulle modalità di accesso agli spettacoli, il pubblico ha risposto molto positivamente al nostro invito alla “riconnessione”. Pergine Festival 2021 ha scelto di intrecciare proposte diverse, con tanto spazio per gli appuntamenti partecipativi. Il riscontro del pubblico ci conferma l’importanza di proseguire lungo la strada della ricerca e della sperimentazione».

Archiviata l’edizione 2021 della rassegna, si torna a lavorare sui progetti europei: “(Un)Common spaces”, attivato nell’ambito della piattaforma europea In-Situ, e “Stronger Peripheries: a Southern Coalition”, entrambi con durata triennale e scadenza al 2024. In Europa, Pergine Festival coltiva un percorso di ricerca sui processi, sullo sviluppo creativo e sulla formazione. Le connessioni costruite con le realtà (centri, festival e università) che a livello continentale operano nelle arti performative permettono inoltre al festival di portare il nome di Pergine in Europa.






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