La salute degli occhi in tempi di Covid-19: intervista al professor Antonio Pasquale Ciardella


Fra le tante problematiche legate al Covid vi è l’aumento dell’uso di PC, monitor, tablet sia per lavoro, che per la didattica online, nonché per l’uso del web e dei social. Così passiamo tanto tempo davanti allo schermo, con conseguenze agli occhi e alla vista. Sul tema abbiamo sentito il professor Antonio Pasquale Ciardella, vera eccellenza nel campo medico a livello nazionale e internazionale...


di GIUSEPPE FACCHINI

Professor Ciardella, ci può dire innanzi tutto quali sono le patologie dell’occhio più diffuse?

«Nelle persone adulte e anziane le patologie più diffuse sono la cataratta, la degenerazione della macula legata all’età e il glaucoma, che sono le tre cause principali di riduzione visiva in Italia come in tutti i paesi occidentali.»


Il Covid-19 ha influenzato direttamente queste patologie? «No, quello che è successo nella sanità italiana e anche nel mio ospedale, è aver utilizzato gli spazi e il personale nei nuovi reparti per il virus, portando a una interruzione e poi a una riduzione dell’attività oculistica di visita e di chirurgia e di questo ne hanno sofferto i pazienti che presentano patologie di questo tipo. Il danno c’è stato, ma è stato causato dalla necessità di riequilibrare la capacità degli ospedali per deviare delle risorse per curare i pazienti affetti da Covid-19.»

Nel mondo attuale sono sempre di più le ore trascorse davanti ad uno schermo. Quali le conseguenze per i nostri occhi?

«Il problema principale è per i giovani e i bambini, perché una attività prolungata in casa di fronte a degli schermi può aumentare il rischio di sviluppare la miopia o far progredire una miopia già esistente più velocemente. Tale incremento è legato al maggior tempo nell’utilizzo di devices collegato al maggior livello di istruzione e al prolungato lavoro da vicino.»


E negli adulti, che rischio c'è? «Negli adulti il rischio è minore, perché ormai l’occhio si è sviluppato. Vi è anche un rischio legato allo stress che stiamo vivendo per alcune forme di maculopatia che possono avere un aumento di incidenza.»


Cosa succede nello specifico?

«Quello che succede è che può aumentare la secchezza oculare con l’irritazione degli occhi. Questo fatto è legato a un prolungato uso degli occhi davanti ad un computer, pertanto viene ridotta la frequenza con la quale sbattiamo le palpebre. È qualcosa di involontario dovuto alla maggiore attenzione che si presta davanti a un video. I sintomi sono stanchezza, mal di testa, pesantezza, occhi irritati e arrossati legati al lavoro. L’aumento di questi sintomi come la secchezza e la miopia sono i rischi maggiori.»

Gli schermi diffondono una luce blu. Quali problemi può creare questa emissione?

«Questo influenza il nostro ritmo sonno-veglia e la produzione di melatonina endogena che poi regola questo ritmo. Se la notte o la sera passiamo molto tempo di fronte a una luce blu, cambia il ritmo e abbiamo più difficoltà ad addormentarci.»

Quali sono i comportamenti corretti da adottare, dovendo utilizzare i mezzi informatici per lungo tempo?

«È molto importante interrompere la visione degli schermi quindici minuti ogni ora per ridurre il rischio. In caso di forte secchezza agli occhi usare lacrime artificiali per mantenerli lubrificati, stare all’aria aperta quando si può. Anche se c’è necessità di stare in casa è preferibile utilizzare la luce solare e non quella artificiale, quindi di giorno stare vicino alla finestra per poter leggere senza avere le luci di casa accese e le finestre chiuse, come invece fanno spesso i giovani. In estate per chi è più a rischio usare all’aperto gli occhiali da sole.»


Quando è necessario ricorrere ad un controllo medico della vista?

«È importante farsi vedere quando si nota un calo della vista, quando questa è distorta con la comparsa di corpi mobili o flash, se vi sono dei sintomi, è sempre bene farsi vedere.»

Tra i sintomi del Covid-19 vengono citati gli arrossamenti e stanchezza agli occhi. Ci può descrivere il perché?

«Un dieci per cento degli ammalati sviluppa una congiuntivite virale da Covid perché il virus può entrare nelle cellule della congiuntiva con rossore, bruciore, lacrimazione. Spesso prima in un solo occhio e poi in entrambi, sintomo che poi di solito si risolve spontaneamente. La congiuntivite, però, può essere complicata dalla creatite che è una infezione della cornea.»

Ci sono differenze di veduta nella comunità medica internazionale e in particolare con l’Italia?

«La Comunità medica si parla a livello internazionale, non ci sono quindi differenze. Il livello scientifico e di cura è simile in Italia e negli Stati Uniti. Anzi, in Italia si può avere un'assistenza sanitaria gratuita. C’è un continuo incremento nella ricerca.»


Nel suo settore quali sono le innovazioni più importanti?

«Nel mio settore delle maculopatie sono stati sviluppati dei farmaci che non c’erano 10 o 15 anni fa. Io mi occupo anche di malattie genetiche, di test diagnostici e si sta sviluppando una terapia anche in questo senso e in particolare nei bambini. Per i problemi causati dal diabete, come la retinopatia, l’unica terapia era solo il laser e ora si possono curare con dei farmaci da iniettare nel vitreo che sono davvero innovativi.»

Per contatti: antonio.ciardella@aosp.bo.it

Si ringrazia per la collaborazione l'avvocato Giuseppe Origlia




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