La qualità del cibo diversificato si può tastare a Trento


Lanciato il progetto europeo Foodiverse per favorire sistemi di produzione, commercializzazione e consumo differenziati in grado di garantire una dieta sostenibile e salutare. Può essere decisivo il contributo dell’Università di Trento con il laboratorio vivente “Nutrire Trento”, l’iniziativa per promuovere il consumo di prodotti sani, che assicurino un'adeguata remunerazione per tutti gli attori della filiera alimentare sviluppata con il Comune di Trento nell’ambito di UniCittà



Un sistema del cibo diversificato a tutti i livelli: dall’agricoltura alla distribuzione al consumo, per ridurre distanze e problemi e per portare in tavola piatti più naturali e salutari. Questo, in sintesi, l’obiettivo del progetto europeo Foodiverse (Diversifying sustainable and organic food systems), lanciato ieri con un evento internazionale online, e che in tre anni di lavoro e con un finanziamento complessivo di un milione di euro, intende migliorare politiche del cibo e stili di vita nella prospettiva di uno sviluppo globale sostenibile.

Il progetto, coordinato dalla University of Giessen (Germany), è sviluppato da un consorzio internazionale che vede anche Oslo Metropolitan University (Norway), University of Coventry (UK), Jagiellonian University of Krakow (Poland) e Università di Trento (Italy).

L’Università di Trento, che partecipa con il Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale e con il Centro C3A – Centro Agricoltura Alimenti Ambiente, può dare un contributo decisivo al progetto europeo con il laboratorio vivente di “Nutrire Trento”, l’iniziativa per promuovere forme di approvvigionamento più sostenibili tra la popolazione sviluppata con il Comune di Trento nell’ambito di UniCittà.


Francesca Forno, professoressa del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale e componente del Comitato di Coordinamento UniCittà, coordina l’unità di Trento con le colleghe Natalia Magnani e Katia Pilati, e contestualizza così l’azione: «La Commissione Europea ha varato la strategia “Farm to Fork”, la nuova strategia agroalimentare europea, che vuole unire gli interessi del produttore e del consumatore. Uno dei principali obiettivi è portare in 10 anni l'agricoltura biologica ad almeno 25%».

Qui si inserisce il progetto Foodiverse: «Il progetto Foodiverse studierà la diversificazione nella produzione in relazione alle pratiche di consumo con l'obiettivo di individuare i meccanismi che possono aiutare a rendere la sostenibilità più praticabile (accessibile e alla portata di tutti). Abbiamo la convinzione che la ricerca possa giocare un ruolo fondamentale nell'alimentare processi virtuosi soprattutto quando si incarna nei territori. A Trento abbiamo da anni avviato il progetto "Nutrire Trento", un laboratorio vivente che ci piacerebbe valorizzare come pratica di ricerca anche nell'ambito di questo progetto».

E se la ricerca europea è appena stata avviata, ci sono però già dei dati che il primo lockdown ha fatto emergere con evidenza. Francesca Forno osserva: «I sistemi alimentari diversificati (ossia caratterizzati da una pluralità di realtà produttive e distributive, alternative alla grande distribuzione organizzata) hanno dimostrato di essere maggiormente resilienti e quindi di resistere e reagire meglio alla crisi. Pensiamo a quanto è accaduto tra marzo e maggio dell’anno scorso. Nonostante tutte le restrizioni, in quei territori in cui i supermercati coesistono con le botteghe e il sistema agricolo è articolato in grandi e piccole aziende ci sono state meno code e i prodotti freschi dal territorio hanno continuato a raggiungere le nostre tavole, con benefici per la nostra salute e la salute dell’ambiente in cui viviamo».

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l progetto FOOdIVERSE

Il progetto FOOdIVERSE è finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del bando internazionale ERA-NET SUSFOOD2 (Sustainable Food Production and Consumption) and CORE Organic Cofund (Coordination of European Transnational Research in Organic Food and Farming Systems) con il contributo del Ministero italiano delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF)


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