La Mezzano romantica, fra canzèi e sedia rossa



Forse non tutti sanno che… Mezzano, poco più di 1600 abitanti nella valle del Primiero ai piedi delle Pale di San Martino, è da alcuni anni uno dei “Borghi più belli d’Italia” (in compagnia, per quanto riguarda il Trentino, di Bondone di Storo, Canale di Tenno, Rango, San Lorenzo in Banale e Sèn Jan di Fassa).

Un paese-museo all’aria aperta che in ogni via e vicolo del suo centro storico fa rivivere il suo passato rurale a chi lo percorre, mettendo in scena uno spettacolo tutto suo, di quelli che incantano nella loro disarmante semplicità. E’ un passato che diventa vivo, si mette in mostra e viene condiviso con i visitatori che sono accolti con calore. Rimasto tenacemente aggrappato alle sue radici, alle sue architetture e alle sue tradizioni, Mezzano ha trasformato in arte le tradizioni e in storie da raccontare i ricordi delle vite contadine di pochi decenni fa, all’apparenza così lontane, ma che fanno parte integrante della sua realtà odierna.

Mezzano è così diventato l’angolo romantico e suggestivo del Primiero, un serbatoio di vita alpina di cui si ritrovano le tracce in ogni vicolo, nei cortili, nelle piazzette e all’ombra dei ballatoi in un museo all’aperto che offre una sorpresa ad ogni passo, dove si intrecciano architetture, dipinti murali, fontane e stoi (i canali degli acquedotti in galleria che portano a valle l’acqua dalla montagna), orti e cataste artistiche di legna.

Un paese dal passato sicuramente non ricco, dove per superare i freddi inverni era necessario fare una grande scorta di legna da ardere, accumulata all’esterno delle case in cataste, in dialetto primierotto i canzèi. E – come ci racconta Ivano Orsingher, assessore comunale e ideatore dell’iniziativa - il percorso di Mezzano verso “I Borghi più belli d’Italia” è partito proprio dai canzèi, che con una grande intuizione nel 2011 l’amministrazione comunale ha pensato di trasformare in arte. L’insieme dei ceppi di legno prende così forme inattese: restituisce vicende passate, consegna sogni, reinterpreta eventi storici, racconta la storia dei padroni di casa. La mostra permanente Cataste e Canzèi a ogni angolo riserva una sorpresa: accanto alla catasta che ancora serve per alimentare le stufe possiamo così trovare il volto in lacrime, la navetta del telaio (perché in paese si nasconde anche un’interessante tradizione di tessitura di trame antiche), la grande pannocchia proprio sopra il pollaio, il paesaggio di legnetti che pare un intarsio, la rappresentazione di una canzone popolare, fiori giganteschi, finestrelle tra i ciocchi da cui pendono pizzi e cascate di gerani e ancora la fisarmonica in tensione che pare una stella, la clessidra chiusa tra sole e luna a segnare il trascorrere del tempo e la grande parete che ricorda l’alluvione che colpì il paese nel 1966. Autori delle opere sono stati nel corso degli anni studenti di istituti d’arte, talenti locali e anche artisti affermati invitati dal Comune perché realizzino in paese le loro grandi installazioni.

Le opere d’arte sparse per Mezzano oggi sono una trentina e ogni anno si aggiunge un tassello di questo mosaico di storia locale e di arte. Possono essere facilmente scoperte passeggiando per il paese seguendo le frecce, consultando la cartina o utilizzando la nuova e comodissima App Mezzano Romantica che consente al visitatore di immergersi completamente nella vita del borgo.

Ma, come detto, non sono solo i canzèi a fare di Mezzano un gioiellino, perché c’è l’architettura tradizionale, ci sono le fontane con i lavatoi e gli stoi per portare l’acqua. Ci sono i caratteristici tabià, cioè i vecchi fienili in disuso, cinque dei quali sono stati recuperati a nuova vita, come il Tabià del Rico, un piccolo ma interessantissimo museo etnografico zeppo di oggetti che raccontano vita e lavori di un tempo, o il Tabià del Checo che espone le eccellenze di alcuni artigiani e produttori agroalimentari locali, o ancora il Tabià de la Gema, utilizzato come teatro nelle serate di Mezzano Romantica. E poi la Stalla dei Presepi visitabile durante tutto l’anno, l’antica lisiera (l’unica tutelata in Trentino) cioè il locale dove si produceva la lisia (acqua in cui è stata fatta bollire cenere) per il bucato che, restaurata con le sue tre caldaie di rame, ospita anche piccoli eventi. Infine i circa 250 piccoli orti-giardino che punteggiano il centro storico e le frazioni del paese.

L’estate da poco iniziata porta con sé, naturalmente nel rispetto di tutte le norme di sicurezza e di distanziamento, la possibilità di visite guidate al percorso della mezzano Romantica (per informazioni: Ufficio Turistico Comune di Mezzano Tel. 349.7397917 - info@mezzanoromantica.it - www.mezzanoromantica.it), ma anche una passeggiata in autonomia può riservare delle belle sorprese. Aggirandoci nel centro storico, infatti, negli angoli più suggestivi del paese ci si può imbattere in una semplice sedia rossa impagliata, con una campanella appoggiata alla seduta. Se la suoniamo veniamo raggiunti da una persona che abita nei paraggi e che si mette a disposizione per darci informazioni, raccontare la storia di Mezzano e delle sue montagne, svelare curiosità e aneddoti, indicare dove poter trovare prodotti tipici e lavorazioni artigianali, dove poter dormire e mangiare, quali sentieri percorrere per salire a malghe e rifugi, quali attività sportive poter svolgere e cosa poter far fare ai bambini. Sono residenti del paese, anziani, ragazzi, donne o artigiani che, con l’autenticità e l’immediatezza che solo il racconto diretto sa dare, condividono la propria vita e le proprie conoscenze, ci consigliano su cosa poter fare per goderci al meglio la permanenza a Mezzano, che si tratti di una visita di qualche ora o di più lungo periodo di vacanza. Un modo semplice, ma allo stesso geniale, pensato per mettere il visitatore a diretto contatto con la realtà del paese. Dal 20 giugno a metà settembre possiamo trovare la sedia rossa tutti i giorni, mentre da ottobre in poi la troveremo nei fine settimana.

L’emergenza COVID19 farà mancare un aspetto molto interessante dell’offerta culturale e turistica estiva della Mezzano Romantica: non ci sarà il Trentino Music Festival e con esso mancherà la Music Academy International di New York che dal 2014 ha portato ogni anno decine di giovani musicisti provenienti da tutto il mondo a frequentare corsi musicali di alto livello nella quiete del Primiero per poi mettere in scena, a beneficio dei residenti e dei turisti, un programma musicale estremamente differenziato, dall’opera lirica al musical, dai concerti orchestrali alla musica da camera.

Nell’estate 2020 comunque Mezzano Romantica, oltre alla sua offerta “stabile” nelle vie, nei vicoli e nelle piazzette del paese, proporrà anche una serie di appuntamenti teatrali e di musica classica.


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