L'artista levicense Bruno Lucchi è il perfetto nonno dei nostri tempi


In queste settimane molti valsuganotti, guardando i canali Rai, Mediaset e Sky, avranno senz'altro riconosciuto, in uno spot, un volto familiare: l'artista Bruno Lucchi che qui ci racconta questa esperienza e ci spiega come sta l'arte...

di Johnny Gadler


Quando, una ventina d’anni fa, il grande poeta Tonino Guerra prestò la propria immagine per uno spot (il famoso “Gianni, l’ottimismo è il profumo della vita”), alcuni puristi storsero il naso, asserendo che l’arte non doveva piegarsi alla pubblicità. Lucchi, lei è un artista di fama internazionale, perché ha accettato un ruolo in uno spot?

«Confesso che anch’io all’inizio ero molto perplesso nell’accettare la proposta, dopo tanti anni di lavoro ho una credibilità artistica da mantenere...»

Però, a supporto della sua scelta, si potrebbe dire che anche la pubblicità, in fondo, è una forma d’arte. Si tratta pur sempre di un’espressione della creatività e dell’ingegno umano…

«Concordo pienamente. Ma, in realtà, le mie motivazioni sono state altre e frutto di un susseguirsi di eventi o, per meglio dire, di incontri.»

Incontri?

«Sì, per me “incontro” è una delle parole più belle. Contiene nomi, esperienze, voci, orizzonti nuovi. L’incontro genera novità, offre opportunità, produce emozioni. Crea storie nuove che regalano saperi, amicizie. “La vita è un sovrapporsi di incontri, che incrociandosi si ramificano”, è una frase che mi si è impigliata in testa. Non ricordo chi sia l'autore, ma non c’è definizione migliore di “ramificazione” per esprimere le conseguenze di un incontro, proprio com’è stato nel caso di questo spot».


Siamo curiosi. Ci dica, dunque, di questo incontro...

«Era il 2017. Davide Fazio, fotografo bergamasco, mi propose di farmi dei ritratti. Risultato: due giorni di lavoro nel mio studio di Levico, molteplici scatti e, soprattutto, l'inizio di una nuova e bella amicizia.

Nel dicembre 2020 quegli scatti in bianco/nero raggiungono e incuriosiscono Lidia Di Blasio, giovane direttrice dell’Agenzia di Comunicazione e Produzione Cinematografica JMOTION. Lidia, ha un talento comunicativo naturale, istintivo. È presentatrice, inventa trame, scrive sceneggiature, intuisce la parte più adatta ai vari attori e mille altri pregi. Lidia mi scrive: "La mia agenzia di comunicazione, JMOTION, è stata incaricata dalla Società Crastan per la realizzazione di uno spot pubblicitario. Probabilmente, verrà trasmesso sulle reti Rai, Mediaset e Sky in fasce orario di massimo ascolto, prima della messa in onda di importanti programmi televisivi. Ho visto le foto-ritratto a firma Davide Fazio. Non le andrebbe l'idea di fare una parte come attore? Il suo volto, Bruno, identifica perfettamente la figura del nonno dei nostri tempi: sorriso rassicurante e aspetto giovanile...».


E lei cosa risponde?

«Mi dico onorato e lusingato dalla proposta, ma mi chiedo quanto sia opportuna. Lei mi sente titubante e allora decide di inviarmi lo storyboard. Lo spot riguarda un prodotto di qualità, l’orzo solubile biologico della Crastan, azienda italiana fondata addirittura nel 1870. La storia è molto bella e riassumibile in otto concetti: Radici. Terra. Racconti. Ricordi. Valori. Emozioni. Natura. Cura. Un messaggio colmo di valori. Niente male, penso e accetto. Anche perché, mi dico, l'importanza di un’angolatura ben studiata, uno sguardo attento, un progetto preparatorio creativo, non è lo stesso linguaggio artistico che utilizzo quotidianamente nel mio fare? E poi… tutti sanno che sono un grande amante della fotografia ed ero curiosissimo di vedere come lavora un gruppo di professionisti. Devo dire che è stata una bellissima esperienza».


Ce la racconti…

«Un effetto domino che, una sera di dicembre, porta me e mia moglie Graziella in un hotel di Pescara. Lidia, giovane, bella e cordiale, ci accoglie con un sorriso che è un benvenuto. Utilizza tutta la sua esperienza per mettermi a mio agio in un ruolo che non è il mio. L'appuntamento viene fissato al mattino del giorno dopo nella piazza di Rosciolo dei Marsi, ai piedi del Monte Velino, abbondantemente imbiancato di neve. La location è la cucina di una casa antica; evoca passato...


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