Il Trentino è il primo in Italia a fare i tamponi antigenici in farmacia senza infermiere

Aggiornato il: nov 8



TRENTOIl Trentino primo territorio in Italia ad effettuare il tampone antigenico, che garantisce un tempo di risposta molto rapido, di circa un’ora, in farmacia, senza la presenza di personale medico o infermieristico ma formando i farmacisti stessi.

Il via libera a questa proposta, avanzata dal presidente Maurizio Fugatti, è arrivato oggi dal ministro Speranza nel corso della Conferenza Stato-Regioni.

«In farmacia si fanno già i test sierologici in alcune Regioni – ha detto il Ministro – proviamo a fare una sperimentazione come sta avvenendo a Trento per effettuare gli antigenici anche in farmacia».

Si attende ora la conferma ufficiale per dare il via alla sperimentazione. «In Trentino – spiega Fugatti sono già partite due sperimentazioni, con due farmacie che hanno aderito. La nostra intenzione è di allargare questa sperimentazione, anche perché ci sono altre farmacie che ci hanno dato la loro disponibilità. Ma per effettuare i tamponi in farmacia serve la presenza di un infermiere, la cui reperibilità è difficile. Abbiamo quindi chiesto al Ministero di poter derogare da questa regola, e consentire ai farmacisti di partecipare ad una formazione che consenta loro di effettuare poi i tamponi. Il ministro Speranza oggi ci ha risposto positivamente. Saremmo quindi il primo territorio in Italia a iniziare questo percorso, molto importante per tutti i cittadini. Attendiamo ora l’atto ufficiale per procedere in questa direzione».

I dati di oggi, in particolare i 153 positivi al Covid 19 e i tre decessi, sono stati commentati nel corso della tradizionale conferenza stampa di aggiornamento, assieme all’assessore Stefania Segnana e ai vertici dell’Apss. Ciò che emerge è anche una maggiore incidenza dei contagi nella fascia d’età adolescenziale, quella che corrisponde grosso modo alla frequentazione delle scuole superiori. Al tempo stesso, il Trentino presenta al momento dati più incoraggianti rispetto a quasi tutte le altre regioni italiane.

«I dati di oggi sono pesanti. – ha commentato ancora il presidente Maurizio Fugatti –   Allargando la nostra visione, vediamo però che il Trentino ha 969 persone positive. Dopo val d’Aosta, Basilicata e Molise siamo il territorio con meno persone infette. Le terapie intensive sono al momento una. L’RT, o indice di trasmissione nazionale, che ci sarà confermato a breve, è circa pari a 1,25. Le realtà con RT più basso non sono più di due o tre. A fronte di questi dati cercheremo di dare priorità al mondo scolastico ed economico. Le realtà economiche più colpite, ad esempio i locali che dovessero osservare delle chiusure, saranno oggetto di particolari attenzioni. Per quanto riguarda le scuole, sono 93 le classi in quarantena. Oggettivamente sono in crescita, sono 18 in più rispetto a ieri, su un totale di 4000. I casi positivi su 1000 abitanti (tamponi molecolari e antigenici) sono 2 su 1000 nella fascia 0-2 anni. Salgono poi a 3 casi su 1000  ma nei ragazzi delle superiori sono 6 su 1000. Oltre i 18 anni invece scendono a 4 su 1000. Da ciò ne ricaviamo che non è tanto la scuola una fonte importante di contagio ma l’insieme delle attività extrascolastiche in cui gli adolescenti sono coinvolti, e che coinvolgono la sfera familiare e delle amicizie. Anche su questo dovremo riflettere. Potremmo immaginare interventi più incisivi sulle attività non indispensabili e non legate alla scuola, al fine proprio di continuare a garantire la scuola in presenza. Infine: non abbiamo in Trentino al momento territori con criticità particolari. Eravamo intervenuti su Cembra, ma anche qui l’allarme è rientrato».


Il direttore dell’Apss Antonio Ferro ha spiegato che «la positività registrata nei 2 operatori della Fem che effettuano le analisi dei tamponi, annunciata oggi, si è verificata fuori dai laboratori, ed è legata alla vita familiare e comunitaria, che al momento è il settore che preoccupa maggiormente».

Interpellato sull’iter delle persone contagiate e ricoverate in terapia intensiva una volta dimessa dall’ospedale, Ferro ha detto invece che ciò dipende dalle lesioni lasciate dal virus nel tessuto polmonare. «Perciò – ha aggiunto – noi cerchiamo in tutti i modi non arrivare fino all’intubazione, in modo tale da evitare quanto più possibili eventuali danni permanenti che il virus potesse lasciare sui pazienti».

Vaccini antinfluenzali: sono state distribuite 130.000 dosi. Ci si attende una ulteriore aggiunta di dosi ai primi di novembre, per raggiungere il traguardo delle 200.000 dosi. Tantissime persone in questo momento chiedono di essere vaccinate, segno che la campagna funziona.

Novità in arrivo infine anche sul versante dei trasporti, riducendo a 65% e 70%, dall’80% attuale,  il coefficiente di riempimento dei vettori rispettivamente sulle corse extraurbane e ferroviarie. Fra le altre novità, l’entrata sugli autobus urbani da tutte e tre le porte e l’utilizzo dell’autostrada da parte dei pullman che percorrono la tratta da Rovereto a Trento, a partire da lunedì.




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