Dal 1° gennaio c'è l'obbligo dell'assicurazione RC per sciare. Intervista al dott. Sandri di CRVT

pubbliredazionale

il dott. Gianpaolo Sandri, Responsabile Commerciale CRVT

Dal 1° gennaio 2022 tutti gli sciatori hanno l'obbligo di dotarsi di una polizza responsabilità civile verso terzi. Ne parliamo con il dottor Gianpaolo Sandri, nuovo responsabile commerciale della Cassa Rurale Valsugana e Tesino...


Dottor Sandri, lei è il nuovo responsabile commerciale della CRVT. Innanzi tutto tanti auguri per questa sfida...

«Grazie. Sì, è una bella sfida: sono il nuovo responsabile commerciale solo da pochi giorni, ma so già che posso contare su di una squadra di persone che esprimono tutte, nel loro campo, una grande professionalità. Ho assunto questo incarico con grande soddisfazione e con la speranza di mantenere, e magari portare a nuovi livelli, la soddisfazione dei clienti e specialmente dei nostri soci. Già negli ultimi anni il progetto consulenziale messo in atto dalla Cassa Rurale ha dato ottimi frutti: ora, con questo nuovo ufficio, puntiamo a fornire una ancor maggior attenzione alle esigenze di famiglie ed imprese, cercando e proponendo le soluzioni migliori.»


In questi giorni vediamo su giornali e tv, una grande pubblicità rivolta agli sciatori: di cosa si tratta?

«Semplice. Dal 1° gennaio 2022 in Italia è entrato in vigore l’obbligo di assicurazione della responsabilità civile per gli sciatori. In pratica chi vuole accedere alle piste da sci deve aver sottoscritto questa assicurazione a tutela dei danni causati a seguito di un evento accidentale verificatosi in relazione all’esercizio dell’attività sportiva sciistica amatoriale.»


E chi non la dovesse sottoscrivere?

«In caso di sinistro, chi viene trovato senza questa assicurazione dovrà pagare – oltre ai danni – anche delle sanzioni. Ma ci sono altri fattori di cui

tener conto...»


Quali sono questi fattori?

«Premetto che la nostra banca da anni – prima di tanti altri – propone a soci e clienti prodotti assicurativi di ogni tipo, per la famiglia e per l’impresa. Abbiamo un'esperienza ultra ventennale nel settore, che ci consente di offrire una rete di consulenti professionali ed esperti.»


Accorgimenti da seguire, dunque?

«Primo accorgimento: non comperare a scatola chiusa prodotti inutili, ma rivolgiti a chi ha fatto della fiducia il cardine del suo lavoro. Prendiamo il caso, ad esempio, di uno sciatore che sta acquistando uno ski pass e si sente proporre l’acquisto di una polizza RC alla cassa per qualche euro. Pochi sanno realmente di cosa si tratta. È facile del resto confondersi con polizze che si crede di aver già, o con altre forme di garanzia. Quindi è necessario sapere cosa si ha in casa, quali coperture abbiamo per la vita di tutti i giorni. Noi consigliamo a tutti i nostri clienti di fare un check up della propria situazione assicurativa in occasione delle scadenze, per non avere poi sorprese spiacevoli.»


Quindi stiamo parlando di una garanzia, la RC della vita privata...

«Sì. A tale proposito ritengo sia utile leggere la definizione di responsabilità civile della vita privata tratta dal Glossario dei termini assicurativi curato dall’Ivass,l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (vedasi box nella pagina a fianco). La nostra Cassa Rurale ha sempre incentivato e proposto questa garanzia che pensiamo sia fondamentale per la tutela della vita familiare. Di certo l'assicurazione RC che tutti conoscono è quella per l'autovettura, la RC auto, ma i casi di applicazione di questa assicurazione sono virtualmente infiniti, dato che è assicurata la responsabilità civile in capo all’assicurato e ai suoi familiari conviventi: ad esempio un figlio che con il pallone infrange la vetrata del vicino, o lo stesso danno causato da un amichetto nostro ospite... Chi ha sottoscritto la RC della vita privata nella nostra polizza Assihome, e vuol andare con la famiglia a sciare per una giornata sulla neve, può farlo tranquillamente: è assicurato il titolare della polizza e tutto il suo nucleo familiare fino a 2 milioni di euro. Ci tengo a dire che le polizze offerte alla cassa degli impianti sciistici, sotto il profilo della qualità, spesso lasciano molto a desiderare».


Che intende per "qualità della copertura offerta" nel caso della copertura assicurativa di un sinistro occorso con gli sci?

«Ad esempio che il massimale di solito offerto è molto basso, all’incirca un decimo di quello che proponiamo noi abitualmente. Pensiamo a un incidente su di una pista da sci che provochi lesioni fisiche gravi. Purtroppo le cronache di questi anni riportano molti fatti simili. Secondo lei bastano 200 o anche 300 mila euro per ripagare i danni causati? La risposta è no: in questi casi i risarcimenti possono comportare pesantissime conseguenze economiche. E comunque sia, per i sinistri più piccoli bisogna tener conto che in queste polizze spesso il risarcimento è sottoposto a una franchigia che ci obbliga a metter mano ugualmente al portafoglio...».


Insomma non è tutto oro quel che luccica… Prima parlava di consulenza esperta e specialistica: una corretta informazione è la base di questa attività. Come intendete affrontare questo aspetto?

«Da subito abbiamo avvisato tutti i nostri clienti dell’obbligo normativo per chi vuole sciare, mettendo a disposizione come sempre tutte le opportunità per informarsi. Per dirne una, l’orario lungo ogni giorno fino alle 18.45. Poi abbiamo informato – assieme alla compagnia assicurativa del Gruppo, Assicura – i titolari di polizza RC della vita privata che potevano andare tranquillamente sulle piste da sci. Siamo stati contenti di aver ricevuto molti apprezzamenti positivi e diverse richieste di informazione. Sappiamo da tempo che uno dei nostri compiti principali è la diffusione di una cultura in campo finanziario ed assicurativo che permetta ai nostri concittadini di fare le scelte giuste. Non è facile, ma nei prossimi mesi ed anni proseguiremo sicuramente su questo filone di intervento. Proporre a tutti la polizza da 2 o 3 euro è la cosa più semplice, sicuramente attrae molto l’interesse sul momento, ma non mette al riparo dai rischi.»


Altre considerazioni sull'attività sportiva praticata per diletto?

«Sicuramente l’aspetto legato all’infortunistica. Fratture, legamenti, distorsioni… se non si pratica una corretta attività di preparazione presciistica sono diversi i guai in cui possiamo incorrere. Quindi il primo punto è sempre e comunque la prevenzione: un'adeguata pratica fisica per metterci in grado di affrontare gli stress di una attività sportiva particolare. Poi, assicurarci nel caso malaugurato di un infortunio. Cure, riabilitazione, esami… qui andiamo a toccare il panorama molto ampio della previdenza sanitaria, in Italia ancora una cenerentola. Anche qui: una tutela assicurativa per se stessi e per la propria famiglia può rappresentare un punto di forza e tranquillità da non trascurare assolutamente.»


Quindi portate avanti un'offerta organica, che poggia su di un progetto formativo in campo finanziario/assicurativo e su un insieme di soluzioni assicurative per un vasto pubblico…

«Certamente. Non può esistere l’una senza l’altra. Questa è la nostra forza, il tratto distintivo che tutti ci riconoscono, come ben testimonia la continua crescita dei nostri clienti che ripongono nel nostro operato la loro fiducia. In futuro dovremo sempre di più cercare di tutelare noi e i nostri cari tramite soluzioni in campo previdenziale come sanitario».



Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Prima della sottoscrizione leggere attentamente il set informativo disponibile anche presso gli intermediari aderenti al circuito di Assicura Agenzia, sul sito www.assimoco.it









264 visualizzazioni0 commenti