Da lunedì niente obbligo di mascherina all'aperto, via anche i guanti


Nella giornata odierna in Trentino si registrano 3 casi tutti e tre individuati tramite screening, nessuno di loro proviene da Rsa e non ci sono minorenni, in totale sono stati effettuati 1.735 tamponi di cui 736 da Azienda sanitaria, 646 dal Cibio e 353 dalla Fem. Non ci sono stati decessi, sei attualmente le persone ricoverate di cui una in rianimazione all'ospedale di Rovereto. In totale in Trentino da quando è scoppiata la pandemia si registrano 5455 positivi, di cui 4.900 guariti.


Questi i dati del contagio presentati durante la conferenza stampa al termine della riunione della task force provinciale. Fra le novità principali vi è poi la nuova ordinanza firmata oggi dal presidente Maurizio Fugatti, che allenta ulteriormente le misure di contenimento del contagio, in particolare da lunedì 15 giugno non sarà più obbligatoria la mascherina all'aperto, rimane l'obbligo nei luoghi pubblici al chiuso, via anche i guanti presso le attività di vendita al dettaglio, anche se resta l'obbligo di igienizzazione delle mani e dei manici dei carrelli.


"I dati sono incoraggianti, nessuno dei tre casi individuati tramite screening è un ospite delle Rsa, nessuno è minorenne - ha esordito il presidente Fugatti -. Sul tema dei tamponi va evidenziato che stiamo proseguendo anche in questa Fase 2 ad effettuare un numero importante di tamponi grazie ai nostri centri di ricerca, ci serve per tenere tracciata la situazione epidemiologica ed intervenire in caso di eventuali contagi. Va anche evidenziato che nella giornata di ieri abbiamo superato il numero di 100.000 tamponi, una cifra che corrisponde quasi al 19% della popolazione, anche se sappiamo che non è effettivamente così visto che spesso il tampone viene effettuato più volte alla stessa persona. Per il Veneto, tenendo questa misura di riferimento, si tratta di circa il 14% della popolazione, per il Friuli Venezia Giulia il 13%".

Tante le novità nell'ordinanza oggi sottoscritta: "A partire da lunedì - ha spiegato il presidente Fugatti - non saranno più obbligatorie le mascherine all'aperto, mantenendo ovviamente le distanze interpersonali, rimaranno invece obbligatorie nei luoghi pubblici al chiuso. Ringrazio i trentini per il senso di responsabilità e la pazienza che hanno avuto in questi mesi, se oggi i dati sono incoraggianti lo dobbiamo a loro".


Sul distanziamento fra le persone è confermato l'obbligo di almeno un metro, ma non è più obbligatorio fra le persone che abbiamo rapporti di frequentazione abituale, come "colleghi, familiari anche non conviventi", ha aggiunto il presidente. Via anche l'obbligo dei guanti nelle attività di vendita al dettaglio, rimane l'igienizzazione delle mani e dei manici dei carrelli della spesa.  L'orario di apertura e chiusura di centri estetici, acconciatori, prestatori di servizio alla persona rimane libero, ovvero secondo le modalità più confacenti, fino al 31 luglio.   Nell'ordinanza sono stati inseriti anche i Circoli culturali e ricreativi, i centri di aggregazione, l'università del tempo libero e della terza età: "Sono stati ricompresi per una maggiore chiarezza - ha precisato Fugatti -, possono operare nel rispetto dei protocolli previsti. Stessa cosa per i parchi gioco e i giardini pubblici, già aperti con l'ultimo Dpcm".


Per l'apertura domenicale dei negozi di alimentari, il presidente ha illustrato che l'esecutivo assumerà una decisione entro la prossima settimana, spiegando come sia all'attenzione dell'amministrazione provinciale soprattutto nelle zone turistiche.

Il presidente ha poi affrontato l'argomento delle riaperture di questi giorni delle scuole dell'infanzia e degli asili nido: "Voglio ringraziare tutte le educatrici per la loro disponibilità e responsabilità. Il ruolo che stanno svolgendo non è semplice ma garantisce ai bambini un rientro graduale alla normalità, è sicuramente un aspetto sociale importante. Va detto che una riapertura organizzata in questo modo siamo stati gli unici in Italia a metterla in campo".

Infine sul tema delle Rsa Fugatti ha anticipato che lunedì è già in programma un incontro con i referenti e con Upipa e Spes per discutere una modalità di riapertura: "Sicuramente è un argomento delicato, ci aspettavamo che il Dpcm nazionale disciplinasse la possibilità delle visite ai parenti, ma il Governo ha preferito non consentire l'accesso - ha concluso Fugatti -. Sono tante le richieste che riceviamo dai familiari, vogliamo costruire un percorso di sicurezza e di garanzia per ospiti e parenti, lunedì illustreremo la proposta alle parti, e poi disciplineremo questa situazione con un'ordinanza, che dovremo adottare nel corso di una giunta straordinaria; nel frattempo fra lunedì e martedì, salvo decisioni autonome, non saranno consentite le visite".


In conclusione il dottor Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'APSS, ha spiegato come sull'accesso dei parenti negli ospedali le indicazioni della direzione sanitaria siano di non consentire l'ingresso salvo casi particolari. Sui test in corso invece la precisazione: "Ci sono due tipi di test, quelli rapidi che vengono utilizzati solo per i soggetti sintomatici, che arrivano al pronto soccorso o per gli ospiti delle Rsa, mentre i test sierologici hanno sicuramente un valore di precisione elevato e, in questo momento, ci consentono di capire se una persona è venuta o meno in contatto con il Covid-19"

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