Covid19: in Trentino giornata tragica sul fronte decessi (20)


TRENTO – Sono complessivamente 4041 le persone che in Trentino hanno contratto il Coronavirus, di queste 1100 sono state contagiate nelle RSA. Oggi si registrano 20 decessi, 16 avvenuti nelle RSA e uno in casa di cura. Si tratta di decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati soltanto oggi, 9 di questi presso l’APSP Città di Riva. I nuovi contagi sono oggi 86, di cui 67 verificati con tampone, 1246 i tamponi effettuati. Il totale delle persone decedute sale quindi a 342. I guariti salgono a 1040, sostanzialmente stabili le persone ricoverate in terapia intensiva, 44, una in più di ieri. I contagiati alle cure domiciliari sono 1648. Questo l’ultimo aggiornamento diffuso nel pomeriggio dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, insieme all'assessore alla salute, Stefania Segnana e alla task force impegnata a contrastare la diffusione del Coronavirus.


«Purtroppo oggi piangiamo la morte di tante persone anziane – ha detto in apertura il presidente Fugatti – che hanno costruito il Trentino e la nostra Autonomia. Fra le notizie positive, in una giornata certamente tragica, il rapporto fra contagiati e tamponi effettuati, pari al 7% e il dato sulla terapia intensiva, che rimane gestibile. Numeri che testimoniano, ancora una volta, la stabilizzazione del contagio».

Il presidente ha poi riferito di un incontro in video conferenza, avvenuto oggi, fra il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia e i presidenti delle Regioni e delle Provincie autonome. «Abbiamo chiesto al ministro, d’intesa con la Provincia autonoma di Bolzano – ha detto Fugattila sospensione per due anni degli accordi finanziari previsti dall'Accordo di Milano del 2009 e dal Patto di Garanzia del 2014, attraverso i quali il Trentino partecipa al risanamento dei conti pubblici nazionali, con un contributo, ogni anno, di circa 480 milioni. In questa situazione – ha aggiunto Fugatti di fronte alla previsione di una netta contrazione del bilancio provinciale, pari a circa 350 milioni, non possiamo più continuare a garantire questo impegno, dovendo sostenere, con le tasse dei trentini, tutte le competenze che sono a nostro carico. Abbiamo inoltre chiesto al ministro la possibilità di fare maggior debito, in deroga alle norme nazionali. Il ministro ha preso atto delle richieste, dicendo che ci farà sapere entro 15 giorni. Siamo fiduciosi, anche perché da queste risposte dipenderà la nostra capacità di intervento a sostegno delle attività economiche in Trentino».


«Inoltre – ha detto ancora Fugattivisto il successo dell'iniziativa che ha fatto registrare ad oggi 2597 domande di finanziamento, sono state incrementate le risorse provinciali, da 2 a 4 milioni, per aumentare le disponibilità in termini di contributo in conto interessi del Plafond Ripresa Trentino, che passerà da 250 milioni a 500 milioni». Il presidente ha poi riferito che da lunedì le persone positive che non necessitano di cure ospedaliere e che ritengono più prudente non restare a casa per non rischiare di contagiare i propri familiari, potranno essere ospitate, su base volontaria, nelle numerose strutture alberghiere che si sono rese disponibili.  


L’assessore Stefania Segnana ha ricordato che alle 13.00 di oggi erano 9439 le domande accolte per il bonus alimentare ed ha poi riferito che vi sono stati alcuni incontri con gli amministratori della Rotaliana e delle Giudicarie. «Abbiamo fatto il punto della situazione ed analizzato le criticità, in particolar modo per quanto riguarda la situazione nelle RSA».


L’assessore ha inoltre riferito che in serata arriveranno in Trentino quattro medici dalla Protezione civile nazionale, due di questi saranno impegnati nella task force specifica creata per seguire l’emergenza nelle RSA.

Molte le domande rivolte dai giornalisti via WhatsApp al dottor Paolo Bordon, direttore dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Bordon ha fatto il punto, in particolare, sui ricoveri in terapia intensiva. «Abbiamo trattato i quei reparti, complessivamente 139 pazienti dall'inizio dell’emergenza. Il tempo di permanenza medio, considerato anche che, purtroppo, fra questi vi sono stati 27 decessi, è pari 9.3 giorni. Le persone guarite completamente sono state una decina».

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