Covid-19: oggi situazione buona, si lavora per le riaperture al 18 maggio


TRENTO – Situazione buona oggi in Trentino con soli 9 nuovi casi di contagio da Coronavirus, che scendono a 3 se si considera la nuova classificazione decisa dal Ministero (nuovi casi con sintomi insorti negli ultimi 5 giorni). Si consolida quindi la stabilizzazione dell’epidemia anche se si registrano ancora 3 decessi fra cui quello di un 37enne, che però purtroppo aveva anche altre patologie. 823 i tamponi effettuati e 15 i pazienti in terapia intensiva, 8 a Rovereto e 7 a Trento.


Il Trentino, nel frattempo, fra ieri e oggi si è rimesso in moto. «Quello che chiediamo ai cittadini comunque è la prudenza – ha sottolineato il presidente Maurizio Fugatti, – l’uso della mascherina e l’osservanza delle regole sul distanziamento. Bisogna ripartire con un atteggiamento responsabile e utilizzando le giuste precauzioni. L’impegno ora, e di questo abbiamo parlato ieri anche con il ministro Francesco Boccia, è di consentire in Trentino l’apertura anticipata, il 18 maggio, a quelle attività economiche che altrove dovrebbero aprire il 1° giugno. Ciò sarà possibile se la stabilizzazione del contagio attualmente in corso risulterà nel frattempo confermata. Oggi, sono iniziati inoltre i test sierologici, con il prelievo del sangue, nei comuni più colpiti dal contagio: si è partiti con Campitello di Fassa, poi sarà la volta di Pieve di Bono-Prezzo, Vermiglio, Canazei e Borgo Chiese. Altri territori vogliono a loro volta effettuare questi test. Esamineremo le loro richieste, tenendo presente che di test veloci ve ne sono ora di diverso tipo, ma non tutti risultano certificati e quindi idonei».


Fugatti ha inoltre risposto ad alcuni quesiti specifici dei cittadini relativi a spostamenti, uso dell’automobile, visite ai congiunti e quant’altro. Fra l’altro ha chiarito che possono andare a fare legna fino a tre persone assieme, come stabilirà un’ordinanza nei prossimi giorni. Rassicurazione anche sul versante degli studenti trentini che studiano ad Innsbruck: sono in corso i contatti con il governo austriaco per procedere con il loro rientro.


L’assessore alla salute Stefania Segnana ha ricordato che il tema della gestione dei figli delle famiglie in cui i genitori riprendono a lavorare è fra i più sentiti. Domani è prevista una Giunta straordinaria per definire tutte le misure di supporto, a partire dai buoni di servizio, concordati anche con la Federazione trentina della cooperazione, a cui afferisce un serbatoio di 1000 persone specializzate nei servizi di cura. Il bonus nazionale è di 600 euro, ma la Provincia vuole intervenire con un sostegno aggiuntivo in particolare per quelle famiglie in cui nessun genitore può accedere al part time.


Per quanto riguarda la terapia al plasma iperimmune, l’Apss sta esaminando i protocolli di Pavia e Mantova e le tecnologie utilizzate. Una macchina apposita, necessaria per la lavorazione del plasma, è in arrivo e non appena sarà a disposizione delle strutture sanitarie trentine comincerà il suo utilizzo. Questa tecnologia potrà essere usata anche per altre applicazioni oltre a quelle già previste dai protocolli riguardanti questa metodologia di cura.


Il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon ha sottolineato nuovamente che fra le 3 persone decedute nelle ultime 24 ore ve ne era una molto giovane, di 37 anni, ma con patologie importanti alle spalle, a cui si era aggiunto il Covid-19.

Nell’ultima settimana è stata effettuata una media di 1304 tamponi al giorno. Un quarto di essi viene utilizzato per verificare le guarigioni (che devono essere certificate da due tamponi). Una quota significativa viene effettuata inoltre in focolai specifici, come le Rsa. Ma una parte consistente, oltre 2000 tamponi alla settimana, viene utilizzata per andare alla ricerca di nuovi casi, in particolare di asintomatici. Il laboratorio di Rovereto ha anche effettuato un migliaio di test sierologici e gli altri ospedali presto seguiranno. Riguardo ai 5 comuni interessati ai test, Bordon ha sottolineato come il Trentino sia la prima realtà in Italia a realizzare un’indagine epidemiologica così importante.

L’appuntamento di oggi si è chiuso con una esibizione degli allievi della scuola Jan Novák di Villa Lagarina.


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