Covid-19: numeri in rialzo nel Paese, in Trentino un deceduto, in Alto Adige nuova stretta da domani

Aggiornato il: 8 nov 2020



TRENTO – Come purtroppo era logico attendersi, nel bollettino di oggi con l'aumento del numero di tamponi effettuati, risale anche la curva del contagio che fa segnare 10.874 positivi nelle ultime 24 ore e, soprattutto, 89 deceduti contro i 73 di ieri.

Sono 94 oggi i nuovi casi di Covid-19 in Trentino, 32 identificati dal sospetto diagnostico e 63 da attività di contact tracing o screening. Dei positivi, 3 hanno tra 0-5 anni, 13 tra 6-15 anni e 10 sono ultrasettantenni. Nella giornata odierna vi è stato inoltre un decesso, di una persona di 70 anni, da poche ore ricoverata in terapia intensiva. I ricoverati in totale sono 46, distribuiti fra gli ospedali di Trento e Rovereto. Per quanto riguarda le case di riposo, il sistema sperimentato dal Trentino, primo in Italia, basato su rsa dedicate a pazienti Covid (Volano, con attualmente 37 posti occupati su 80 disponibili, e in futuro eventualmente Tione a supporto) e rsa di transito (Ala e Dro, con 12 e 22 pazienti Covid rispettivamente), grazie all’accordo siglato dalla Provincia con Upipa e Spes, sta funzionando e sarà ulteriormente perfezionato nei prossimi giorni. Tre rsa sono interessate attualmente a situazioni di contagio fra i pazienti, mentre altre 16 rsa presentano contagi registrati non fra ospiti ma tra il personale.

846 i tamponi effettuati, che portano il totale dei tamponi dall’inizio della pandemia a 263.606.


Per quanto riguarda la provincia di Bolzano, invece, i laboratori dell'Azienda sanitaria altoatesina nelle ultime 24 ore hanno effettuato 1.819 tamponi. Sono stati registrati 209 nuovi casi positivi.

Analizzando l'evidente crescita dei casi di persone positive al Sars-CoV-2 in Alto Adige, il presidente Arno Kompatscher ha voluto precisare che «l'alta percentuale di positivi rispetto ai tamponi effettuati è da ricercare anche nel fatto che si fanno sempre più test antigenici, i cui risultati vengono poi confermati dai test PCR. La maggior parte delle persone attualmente infette, inoltre, si trova già in quarantena e dunque non può diffondere il virus». Questo, secondo il presidente altoatesino, significa che gli strumenti messi in campo per "pesare" la diffusione del Covid-19 in Alto Adige stanno funzionando, ma ciò non consente certo di abbassare la guardia, tutt'altro. «Non bisogna assolutamente sottovalutare la crescita del numero di pazienti ricoverati negli ospedali, anche nei reparti di terapia intensiva», ha commentato Kompatscher.

Didattica a distanza a scuola, limiti alle attività sportive

Per quanto riguarda la scuola, la Giunta provinciale ha deciso di fissare un tetto di minimo di didattica a distanza per gli istituti superiori pari al 30% delle ore di lezione, con un focus particolare sull’ultimo triennio dove questa percentuale potrebbe ulteriormente salire. Capitolo sport: «La discussione è stata particolarmente lunga e complessa – ha spiegato Kompatschere dopo aver sentito le federazioni e le associazioni abbiamo deciso di fermare, oltre alle attività amatoriali, anche tutti i campionati dilettantistici che si disputano a livello provinciale, ovvero quelli nei quali risulta più difficile applicare i protocolli ed evitare gli assembramenti». Potranno invece continuare a svolgersi regolarmente le gare e i campionati di carattere regionale, interregionale, nazionale e internazionale. «Lo sport di base comunque non si fermerà – ha aggiunto il presidente altoatesino – in quanto sarà possibile continuare ad allenarsi, naturalmente rispettando i protocolli di sicurezza già in vigore anche sull’utilizzo degli spogliatoi».


Annullati i Mercatini di Natale, salvo il Törggelen

Il Landeshauptmann ha poi confermato che nel 2020 non avranno luogo i Mercatini di Natale, mentre tutte le altre manifestazioni dovranno adeguarsi alle norme in vigore che prevedono, oltre alla raccomandazione di annullare gli eventi, il divieto di somministrare cibi e bevande. Salva, invece, la tradizione del Törggelen, «ma dovranno essere rispettate le norme su distanziamento e concentrazione di persone», ha spiegato Arno Kompatscher. Agli esercenti, inoltre, verrà chiesto di apporre all’ingresso una tabella con il numero massimo di persone consentite nel locale in base alle norme in vigore, come previsto già per tutti gli esercizi pubblici. Nessuna novità per quanto riguarda gli orari di chiusura di bar e ristoranti (“in Alto Adige abbiamo norme più rigide rispetto a quelle nazionali”, ha detto Kompatscher), mentre le sale da gioco e le sale scommesse potranno rimanere aperte dalle 8 alle 18. Per ciò che concerne cori e bande musicali, in assenza di una normativa nazionale, la Giunta provinciale ha deciso che potranno proseguire la loro attività in gruppi ridotti (massimo 15 persone) e rispettando le norme sul distanziamento e sul rapporto spazio-persona. Infine, per quanto riguarda la possibilità prevista nell’ultimo Dpcm che i sindaci chiudano vie e piazze della movida, il presidente altoatesino ha ricordato che «questa opportunità è già prevista dalla legge provinciale sulla Fase 2. Spetta ai sindaci, infatti, individuare le situazioni a rischio e prendere i necessari provvedimenti».

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