Cosa e quali sono i BONUS sulla CASA 2021


La Legge di Bilancio 2021 prevede per tutto l’anno in corso una serie di sgravi fiscali il cui ammontare – 50%, 65%, 90% 110% – varia a seconda del tipo di intervento che si voglia effettuare nella propria abitazione...


Quelli che si definiscono bonus fiscali contemplano una serie di lavori e/o di interventi come: la ristrutturazione edilizia, la riqualificazione energetica, il restauro delle facciate, l’acquisto di mobili ed elettrodomestici, il rifacimento di giardini ed aree verdi e, da quest’anno, anche il risparmio idrico.

Ma, innanzi tutto, che cosa si intende quando parliamo di bonus fiscale?


COS'È IL BONUS FISCALE

Semplificando al massimo, possiamo dire che il Bonus Fiscale consiste in uno sconto sulle imposte che dobbiamo versare, più precisamente sull’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche).

In pratica quando il proprietario, l’affittuario o il beneficiario di un immobile effettua uno o più degli interventi sopra ricordati, dopo aver pagato le ditte e i tecnici che hanno eseguito l’opera, recupera – nell’arco di 5 o 10 anni, a seconda dei casi – il credito d’imposta attraverso la compensazione con l’Irpef nella dichiarazione dei redditi.

Una modalità ormai collaudata, però talvolta un po’ macchinosa e non priva di qualche incognita.

Per poter beneficiare interamente del bonus, oltre a rispettare scrupolosamente tutti i requisiti previsti dalla legge, il contribuente deve avere una sufficiente capienza fiscale.

Ma che cosa si intende con questo termine?


LA CAPIENZA FISCALE

Capienza fiscale significa avere la capacità, in base a quanto si guadagna, di abbattere l’imposta sul reddito, poiché in fin dei conti le detrazioni fiscali sulla casa non sono altro che uno sconto, suddiviso in rate, sulle imposte che si debbono pagare. Può capitare, tuttavia, che il credito generato dalle detrazioni fiscali per i lavori eseguiti sia superiore al debito d'imposta Irpef. In tal caso la differenza non è recuperabile.

C’è il rischio, dunque, che si possa recuperare molto meno di quanto si potrebbe, ad esempio perché si ha un reddito troppo basso, oppure perché si è optato per un regime fiscale agevolato, quale il regime forfettario, previsto per professionisti e aziende con fatturato annuale inferiore ai 65 mila euro, o ancora nei casi dei proprietari di immobili affittati con cedolare secca.

Per rendere più chiaro questo concetto apparentemente molto complicato, facciamo un esempio concreto.

Se una persona ha un'imposta Irpef pari a 2 mila euro annui, potrà detrarre dalle imposte solo fino a questo limite, indipendentemente dal fatto che sulla carta possa vantare, attraverso le detrazioni per ristutturazioni edilizie, risparmio energetico o Superbonus o altre agevolazioni, sgravi di entità superiore ai 2 mila euro. Quindi, se un contribuente ha diritto a detrazioni complessive superiori ad Euro 2.000 la quota eccedente non è recuperabile.

Ecco perché, prima di eseguire qualsiasi intervento, è bene sapere se si è in possesso di una capienza fiscale sufficiente a recuperare l’intero importo di detrazioni che ci spetterebbe. Per un lavoratore dipendente, con un reddito fisso, calcolare la propria capienza fiscale è piuttosto semplice: basta partire dall’imposta lorda dovuta, che si trova nella dichiarazione dei redditi o nel modello 730, e confrontarla con la rata annuale di detrazione per lavori da detrarre. Appare molto più complicato, invece, calcolare esattamente la capienza fiscale per i lavoratori autonomi o per chi ha un reddito variabile.

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