Coronavirus: oggi 62 nuovi casi, il picco deve ancora arrivare


TRENTO – In Trentino il numero di persone contagiate da Coronavirus, dati di oggi, è arrivato a quota 440. 62 in più rispetto a ieri. Di queste 293 sono state sottoposte a tampone e 147 sono state ritenute contagiate in base ai sintomi mostrati, scelta, questa, trentina e voluta per circoscrivere meglio la diffusione del virus. In terapia intensiva sono ricoverate 17 persone fra Trento e Rovereto. Ad oggi i deceduti sono 7.

I dati sono stati resi noti, nel consueto appuntamento del tardo pomeriggio, dal presidente Maurizio Fugatti, assieme all’assessore alla salute Stefania Segnana, a Paolo Bordon, direttore generale dell’Apss, ad Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione di Apss, ad Enrico Nava, direttore per l’integrazione socio-sanitaria di Apss. Dal presidente Fugatti è giunto l’invito alla responsabilità e a non abbassare l’attenzione. «Il picco – ha detto – non è ancora arrivato e ci aspettiamo ancora molti contagiati e purtroppo anche deceduti. E’ quindi importante un rispetto scrupoloso delle regole da parte di tutti».


Il direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale, Paolo Bordon, ha evidenziato che ad oggi sono utilizzati negli ospedali trentini 101 posti per la gestione del Covid-19 su un totale di 316 a disposizione. «Ci siamo organizzati – ha detto – per affrontare al meglio gli scenari peggiori di questa emergenza. In tutti i 7 ospedali della nostra rete cessa quindi l’attività programmata e continua solo quella di urgenza ed emergenza».

«L’Apss – ha aggiunto Bordonsi è preparata per tempo, acquistano i ventilatori polmonari necessari a potenziare l’offerta di posti letto per affrontare il Covid-19. Ci aspettiamo però – ha ribadito – ancora giorni difficili e stare a casa e spostarsi il meno possibile è la misura che ci salverà». Il dottor Ferro ha spiegato inoltre che nel novero dei deceduti per Covid – 19 rientrano solo le persone per cui questa patologia è stata la causa determinante. L’assessore Segnana ha evidenziato lo sforzo che si sta facendo sul piano comunicativo, per dare informazioni puntuali e costanti alla comunità sull’evoluzione dell’emergenza. Ha presentato una nuova app, TreCovid19, sviluppata in accordo tra Provincia autonoma di Trento, Azienda provinciale per i servizi sanitari e Fondazione Bruno Kessler, con il coordinamento di TrentinoSalute4.0. L’assessore ha voluto poi ringraziare i numerosi cittadini e le realtà che stanno facendo donazioni ad Apss per dare una mano all’azione di contrasto. Ha parlato poi delle linee guida che sono state date alle Comunità, per far lavorare in sicurezza, attraverso la pronta circolazione di informazioni, gli operatori del sociale che si recano presso il domicilio delle persone.


Ha precisato inoltre che è stata rimodulata l’offerta di servizi e sportelli per le persone senza dimora, a Trento e Rovereto, per garantire l’apertura di alcuni centri e dare la possibilità a queste persone di trovare ospitalità e ricevere i pasti.

Il dottor Nava ha precisato che la situazione per quanto riguarda case di riposo e Rsa è sotto controllo, anche se ci sono stati due focolai a Pergine e a Ledro. Il totale dei casi di persone contagiate in queste realtà arriva a 57 tra gli ospiti, più alcune unità riferite al personale. «La chiusura alle visite dei parenti – ha detto – la decisione di rimandare i nuovi inserimenti e alcune misure di gestione del personale sono state importanti. Possiamo dire che la popolazione anziana in queste strutture è protetta e tutelata».

Dal presidente Fugatti, in conclusione, un forte appello al senso di responsabilità e al tradizionale rispetto delle regole dei trentini. «Ci attendiamo un ulteriore intervento nazionale per il tema delle seconde case – ha spiegato – ma se la comunità, tutta, non darà prova di aver compreso la gravità della situazione e quindi di voler rispettare le disposizione date per limitare gli spostamenti, saremo costretti a inasprire ulteriormente le misure. Confido però che i trentini mostreranno la consueta coscienza civica. Infine, raccogliendo le preoccupazioni dei settori della filiera agricola, invitiamo a consumare trentino e italiano per dare una mano alla nostra comunità e al Paese».

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