Contro il Covid scendono in campo PAT e Università per produrre 3000 test diagnostici al giorno



TRENTO La collaborazione fra la Provincia e l’Università di Trento, attraverso il Centro di Biologia Integrata (CIBIO), prosegue e si rafforza con un nuovo progetto per potenziare la capacità diagnostica del Trentino rispetto al Covid, puntando ad arrivare ad una produzione giornaliera di circa 3000 tamponi e con l’avvio di una sperimentazione sui nuovi test salivari. Lo hanno annunciato, nel pomeriggio, il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti ed il rettore, Paolo Collini, che hanno incontrato la stampa in video conferenza.

Collini ha spiegato che già da diverse settimane, dopo il grande lavoro svolto dal CIBIO in primavera, nella prima fase della pandemia, si è lavorato per costruire un modello di rilevamento e di indagine più strutturato, a carattere – ha detto il rettore – più “industriale” per potenziare ulteriormente la capacità di screening del Trentino.

Verrà creata quindi una struttura parallela rispetto al centro di ricerca per la quale, come ha spiegato il dottor Giancarlo Ruscitti dirigente del dipartimento Salute e politiche sociali della Provincia, è stato stanziato circa un milione di euro.

Il presidente Fugatti e l’assessore Stefania Segnana hanno ringraziato il rettore e l’Università per quanto fatto nei mesi scorsi. «Il sistema trentino - ha detto Fugattista rispondendo alle notevoli difficoltà che stiamo affrontando facendo gioco di squadra, con grande spirito di collaborazione. Il tema dei test salivari – ha aggiunto – è molto interessante e sapere che possiamo essere all’avanguardia su questo fronte, può aiutarci molto nella fase critica in cui ci troviamo».


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