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Cinofilia.Dove prendere un cane?Togliere un cane dal canile è meritorio, ma attenti alle incognite


Andrea Falconeri




di ANDREA FALCONERI*

Un cane si può prendere al canile, dai proprietari che i cani li fanno crescere o da un allevamento. In questa puntata parliamo dei cani presi al canile.



Si che “salvare la vita ad un cane” sia un gesto meritorio. Il cane è un animale sociale, vive la vita in funzione di un gruppo di cui vuole sentirsi appartenente, anche fosse composto da solo due unità.

Quindi certamente togliere un cane dall’isolamento sociale di una gabbia e inserirlo in un contesto famigliare è un bel gesto. Ma non possiamo esimerci dall’affrontare anche i problemi collaterali.


UN SALTO NEL BUIO

Spesso, per non dire quasi sempre, i cani che vivono in canile sono già adulti se non già anziani, con qualche problemino comportamentale ben fissato o problemi di salute, che richiedono l’uno del lavoro per essere affrontato e l’altro del denaro per essere curato; non hanno una tracciabilità genetica quindi oltre al fenotipo non è possibile conoscere le attitudini di razza del cane, se non testandole direttamente, il che richiederebbe una convivenza preventiva di almeno un mese per scoprire eventuali fobie, pulsioni mordaci, predatorie, insicurezze, depressione e chi più ne ha più ne metta.

Un vero e proprio salto nel buio. Una scommessa. Un’incognita.

IL LATO POSITIVO

Il lato positivo è che al giorno d’oggi i canili meglio provvisti, hanno un servizio cinofilo a disposizione che può indicare al futuro proprietario eventuali peculiarità caratteriali del cane e dare consigli base sulla convivenza e la gestione dello stesso. In alcuni casi vengono fatti dei periodi di prova o di inserimento graduale in modo che entrambi si possano effettivamente rendere conto di essere adatti o meno l’uno all’altro.

Chi volesse prendere un cane al canile, dovrà quindi essere una persona aperta ad ogni sfida, senza nessun tipo di aspettativa sul cane che prenderà, con disponibilità economiche e di tempo e disponibile a farsi seguire da una figura professionale con continuità e impegno. I canili seri, oggi, prima di consegnare definitivamente un cane, fanno molte domande, fanno compilare dei questionari, fanno dei controlli pre e post affido in casa, quindi il neo-proprietario deve essere pronto a sostenere anche questi controlli, che vengono fatti per il bene del cane.

Il cane da canile, è in realtà un cane per pochi e non è affatto da escludere il fatto che, molto spesso, sarebbe stato meglio lasciarlo in quel luogo piuttosto che nelle mani del proprietario sprovveduto di turno convinto che bastino quattro coccole e un giardino per essere a posto con la coscienza.

"Non sta meglio un cane da solo in un giardino di mille ettari, di un cane in un canile".

ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

E ANNUNCI DAL WEB

Qui si apre un mondo fatto di “vero amore”, di pregiudizi, ipocrisia, bontà d’animo, vero volontariato e finto volontariato, adozioni del cuore e truffe dal cuore, interessi, competenze, ignoranza e poca informazione.

È difficile orientarsi in questo senso, proprio per la mancanza di informazioni. L’obiettivo di questo testo è anche di informare sulla verità che aleggia attorno a queste realtà, nel modo più comprensibile.

Il sud Italia è tipicamente stipato di cani randagi, con canili super affollati e scarsissima cultura cinofila in termini di sterilizzazioni.

Il Nord Italia è culturalmente più sensibile alla tematica, canili leggermente più organizzato, contributi alle strutture più sostanziosi.

Da anni le associazioni animaliste, collegate tra loro in una rete comunicativa molto efficace che passa soprattutto per il web, cercano in tutti i modi di spostare più cani possibili dal Sud al Nord tramite annunci, volontari, staffette e adozioni. Le truffe sono all’ordine del giorno.


MIGRAZIONE DA SUD A NORD

Solo un brevissimo cenno ai rischi di questa migrazione sulla trasmissione di patologie endemiche del sud che, utilizzando le associazioni gli stessi cani come ospiti e vettori, creano seri problemi ai cani settentrionali, i quali non hanno naturalmente gli anticorpi necessari a combattere determinate patologie tipiche del meridione.

Lo stesso problema avviene al contrario per i cani del sud che al nord trovano un ambiente batteriologico che spesso non sono in grado di affrontare.

Detto questo, se l’alternativa alla migrazione, è la morte di fame in un canile o strada del Sud, vale la pena fare un tentativo.

Quindi l’associazione crea un annuncio, con foto, descrizione del cane e della sua storia.

Ma chi ha raccontato all’Associazione la storia del randagio o cane di famiglia? Come si fa a definire la razza del padre, della madre, e quindi le dimensioni e i tratti caratteriali del cane meticcio? Come si fa ad assicurare nell’annuncio che il soggetto non supererà i 20 kg, sarà docile, buonissimo e socievole con tutti?

È semplicemente impossibile conoscere la vera storia di un cane randagio, i suoi traumi, le sue esperienze, tanto meno di un cane che è stato abbandonato da una famiglia, che certamente non ammetterà mai di averlo magari picchiato, forse chiuso per settimane in una cantina o peggio privato di cibo e acqua per giorni, procurato traumi o altro; allo stesso modo è impossibile definire le razze presenti in un cane senza tracciabilità genetica, quindi le sue attitudini, il suo carattere, la sua socialità, il suo grado di docilità, se non testando il cane in diverse situazioni, per alcuni giorni.

Per farlo con tutti i cani in adozione, ci vorrebbero anni.


L'ANNUNCIO STRAPPALACRIME

Perché allora viene SEMPRE scritto nell’annuncio che il cane è buonissimo e bravissimo e cerca solo una famiglia che gli dia tanto amore?

Perché si fa di tutto pur di convincere una famiglia del nord ad adottare quel povero cane del sud chiuso in un canile? L’annuncio strappalacrime, SEMPRE CONFEZIONATO AD HOC, fa leva sull’emotività delle persone per convincerle.

E quasi sempre ci riesce (con conseguente orgoglio dell’adottante che della truffa nulla ha capito).

Spesso nella nuova famiglia il cane non rispetterà MINIMAMENTE ciò che è stato promesso nell’annuncio e troppo spesso finirà nuovamente in canile. Brutta storia. Ma che interesse hanno le associazioni a spostare un cane dal sud al nord, se il problema sanno benissimo non si risolve?

L’interesse, in alcuni casi, non è solo di vedere il cane uscire dal canile.

In effetti avviene una cosa piuttosto strana: alcune associazioni chiedono dei soldi (tra i 100 e i 300 Euro, a volte di più) spacciandoli per rimborso spese della staffetta dal sud al nord, per le pratiche burocratiche ed eventuali vaccini.

Spesso non viene richiesto al neo-proprietario l’obbligo di sterilizzazione chirurgica del cane. Ed il fenomeno si autoalimenta….

Se chi fa le staffette è un volontario, perché gli viene rimborsato il viaggio? Questo resta un’incognita come anche le spese burocratiche visto che c’è solo il passaggio di proprietà.

Che competenze hanno le persone che si occupano di adozioni, sull’analisi caratteriale del cane?

Andrebbero volta per volta verificate, ma in effetti, spesso sono pari a zero.


SOLDI? DUE "NO" SECCHI

Le associazioni possono chiedere soldi? No per legge e No per morale. Possono chiedere un contributo, un’offerta, una donazione, che deve essere a tutti gli effetti comunque VOLONTARIA. Ma allora tutte le associazioni si arricchiscono sulle adozioni? Fortunatamente no, ci sono anche associazioni oneste che fanno le cose per bene e di cui ci si può fidare.

Ma è sempre consigliabile chiedere, informarsi, e alla minima esitazione da parte dell’associazione drizzare le antenne.

La cosa fondamentale è di non lasciarsi convincere solo dall’annuncio strappalacrime e non sentirsi salvatori della Patria: visto che la scelta del cane è, come scritto precedentemente, una scelta che influenzerà la vita della famiglia per molti anni, sarà importante ottenere il massimo delle informazioni, trasparenza e onestà e ricordarsi sempre che la causa principale del riempimento dei canili sono... i proprietari che i cani li fanno nascere, l'argomento della prossima puntata.


*Andrea Falconeri è manager presso un'azienda milanese che si occupa di tutela del credito. Da 30 anni tiene corsi GRATUITI presso il suo centro addestramento cani di Levico Terme, nelle scuole e sui social.

Allevatore di golden retriever, maltesi e springer spaniel e proprietario della pensione per cani 5 stelle di Roncegno.

https://www.facebook.com/addestramentocanitrentino

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